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IL COMMENTO

Ma non c’è pugno di ferro senza coraggio

Prima di tutto, un precedente illustre: la recinzione, con tanto di inferriata e lucchetti ai cancelli, del parco di piazza Vetra. Un rimedio estremo, causato da mali estremi

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Sandro Neri Prima di tutto, un precedente illustre: la recinzione, con tanto di inferriata e lucchetti ai cancelli, del parco di piazza Vetra. Un rimedio estremo, causato da mali estremi: l’emergenza spaccio nel verde dei giardini e la mancanza di sicurezza nelle ore notturne. Il Comune decise la linea dura e fioccarono polemiche, attacchi, accuse anche dure, anche da parte di intellettuali. Ora tocca a un’altra area, attigua a quella di piazza Vetra e forse più dell’altra fustigata da emergenze e problemi. Tante volte denunciati, e mai risolti.

 

Anche stavolta, dunque, una cancellata. Non intorno all’intera piazza di San Lorenzo, ma solo a ridosso della basilica. Uno scudo contro gli oltragggi, non più tollerabili, denunciati dal parroco e dai residenti in zona. Considerato il valore storico-artistico della basilica, testimonianza della Milano romana e paleocristiana, un atto dovuto e forse tardivo, visto che quanto denunciato è purtroppo realtà da molti anni. Ma certo è difficile abituarsi all’idea di uno dei più popolari simboli cittadini chiuso in gabbia. Un’immagine che la dice lunga sulla gravità che il problema degrado ha raggiunto a Milano, per di più nel cuore della città. Proprio per questo, però, paradossale appare la scelta di affrontare il nodo San Lorenzo limitandosi a proteggere piazza e sagrato con le catenelle e l’avviso 'Non oltrepassare'. Se chi sporca fosse sensibile ad avvisi come questi, non saremmo qui a blindare la chiesa. A questo punto, un briciolo di coraggio non avrebbe guastato.










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