Per fortuna ci saranno ancora sei Saloni del Mobile, prima che su Milano si abbatta l’Expo con i suoi 29 milioni di visitatori. Potremo esercitarci a dovere, stringendoci nelle nostre auto e negli autobus... di Piero Lotito Commenta
Per fortuna ci saranno ancora sei Saloni del Mobile, prima che su Milano si abbatta l’Expo con i suoi 29 milioni di visitatori. Potremo esercitarci a dovere, stringendoci nelle nostre auto e negli autobus, perché la vera scommessa, di qui al 2015, sarà non tanto allestire i padiglioni per l’Esposizione Universale quanto il fare in modo che qualcuno arrivi in tempo (e sano e salvo) a visitarli. È trascorsa una settimana dalle votazioni, e si continua a parlare di flussi elettorali. Stando al traffico che si è visto in questi giorni, sarà bene impegnarsi piuttosto nello studio dei flussi della circolazione, se non si vuole che l’Expo milanese si distingua per il caos della mobilità e per i livelli di inquinamento. Dicono che non c’è da preoccuparsi, e che vedremo mezzi mirabolanti: treni che scivolano sull’aria, auto a emissioni zero e altri miracoli.
Tutto è possibile, e certo non possiamo dimenticare che Milano, prima di essere la città dell’alimentazione (il tema dell’Expo), è stata la città della tecnica. Ma il tempo è vigliacco, corre in fretta e spesso non in armonia con i nostri progetti. Ben lo sapeva Arturo Toscanini, che ossessivamente gridava ai suoi orchestrali: "Il tempo! Il tempo!". I cinesi, poi, che fra soli due anni apriranno la loro Expo a Shangai, sono letteralmente terrorizzati: temono di non riuscire a far fronte ai flussi - rieccoli - dei loro visitatori, che saranno 70 milioni. I loro manager sono addestrati dai nostri esperti del Politecnico, che hanno dunque in pugno, per così dire, la riuscita di quella manifestazione. Stando così le cose, non foss’altro che per orgoglio, i milanesi dovrebbero stare tranquilli. Ma li preoccupa appunto il tempo: quello passato senza che s’impedissero le esondazioni del Seveso, per esempio. Anche quello necessario per raggiungere il Salone (348 mila visitatori) li lascia perplessi.
di Piero Lotito