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ALTA TENSIONE IN LIBANO

L'esercito riporta la calma a Beirut
Hezbollah accetta di ritirare i miliziani

I vertici delle forze armate libanese hanno fatto sapere che manterranno al proprio posto il responsabile della sicurezza dell'aeroporto della capitale, mentre gestiranno la rete di comunicazione del gruppo sciita in modo che "non danneggi l'interesse pubblico"  Commenta

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Esercito libanese nelle strade di Beirut Beirut, 10 maggio 2008 -  L'esercito libanese è intervenuto oggi per tentare di riportare la calma in Libano. Sollecitati dal premier Fuad Siniora, i militari hanno infatti chiesto a tutte le fazioni di ritirare i loro uomini armati dalle strade, ma hanno anche deciso che la rete telefonica di Hezbollah - che il governo aveva ordinato di smantellare - rimarrà in piedi ma sarà gestita dal reparto Trasmissioni dell'esercito, e che il capo della sicurezza dell'aeroporto di Beirut, Wafic Shoukair, vicino al gruppo sciita, rimarrà al suo posto.


Hezbollah ha risposto positivamente: il gruppo sciita, che aveva occupato con la forza la parte ovest della capitale, ha deciso nel pomeriggio di ritirare i suoi uomini armati e di affidare il controllo di Beirut all'esercito regolare, proseguendo comunque azioni di "disobbedienza civile", come ha spiegato all'Afp uno dei suoi responsabili.
 

In precedenza il primo ministro Fuad Siniora aveva ordinato all'esercito - comandato da Michel Suleiman, uno dei candidati più accreditati alla presidenza della repubblica - di intervenire per restaurare la legge e l'ordine, e ne aveva lamentato l'inerzia, affermando che il Paese non sarebbe caduto di fronte ai "golpisti" di Hezbollah. Il gruppo sciita aveva preso di fatto il controllo della parte ovest della capitale a seguito di violenti scontri con i sostenitori della maggioranza anti-siriana.
 

La situazione, peraltro, non è ancora tranquilla. Nuovi scontri tra i sostenitori della maggioranza e dell'opposizione sono scoppiati oggi nel nord del Libano, ad Halba, e un responsabile della sicurezza ha riferito che sono morte 14 persone. "Gli uffici del Partito socialnazionalista siriano e quelli di Hezbollah sono stati incendiati e danneggiati dai sostenitori della Corrente del Futuro", ha spiegato il responsabile.
 

All'esterno degli uffici sono state affisse foto di Rafic Harir, l'ex premier assassinato nel 2005, e all'interno sono stati rinvenuti sette cadaveri. Anche a Tripoli, nel nord, ci sono stati scontri.

Sempre oggi a Beirut sono state uccise sei persone durante il funerale di un civile sunnita, morto durante gli scontri nella parte ovest della città. In totale da giovedì sono morte in tutto 38 persone nelle violenze.

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