Italia News
SPORT  TV   FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
IL RITORNO ALL'ATOMO

Nucleare, il no di Legambiente
Protesta ai piedi del Pirellone

L'associazione ambientalista: "C'è un modo più intelligente, economico e sicuro per ridurre la dipendenza regionale da importazioni elettriche e di fonti fossili, un ritorno al vecchio nucleare è inaccettabile" Commenta

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Nucleare, protesta al Pirellone Milano, 29 maggio 2008 - "Efficienza più solare: che c'azzecca il nucleare?". Questo lo striscione che questa mattina Legambiente ha dispiegato ai piedi del Pirellone, per chiedere "obiettivi vincolanti e coerenti con le direttive europee in materia di rinnovabili e di efficienza energetica e per ribadire un secco No al nucleare".

 

"In fatto di produzione elettrica - si legge nel comunicato dell'associazione ambientalista -, la Lombardia può beneficiare di un discreto apporto da fonti rinnovabili: il 18% sul fabbisogno elettrico regionale, e di un parco centrali termoelettriche, rinnovato di recente, in grado di far fronte all'enorme richiesta lombarda: disponiamo di una capacità di generazione complessiva (fossili + rinnovabili) per 20 GW a fronte di un fabbisogno di 23 GW. Fabbisogno che verrà interamente coperto, secondo le previsioni del Piano Energetico Regionale, tra il 2010 e il 2015, mano a mano che saranno completati gli ultimi interventi di ammodernamento e repowering delle centrali termoelettriche.

 

"Occorre tenere presente questo dato - si legge ancora - in un momento in cui si fa un gran parlare del ritorno al nucleare: realizzare una centrale nucleare di taglia media (1 GW di potenza), che sarà disponibile non prima del 2025, per aumentare del 5% la produzione elettrica regionale, comporta, per la sola costruzione, una spesa di 4 miliardi di euro. A questa cifra bisogna aggiungere poi i costi di funzionamento e approvvigionamento di combustibile, di smantellamento e messa in sicurezza a fine ciclo, di smaltimento delle scorie. Risultato: costi da capogiro".

 

"C'è un modo più intelligente, economico e sicuro - secondo Legambiente - per ridurre la dipendenza regionale da importazioni elettriche e di fonti fossili. Del resto il totem del 'vecchio' nucleare non si concilia più nemmeno con il nostro stare in Europa: il continente infatti si è dato un obiettivo vincolante di riduzione del 30% dei gas serra che prevede entro il 2020 un aumento del 20% dell'efficienza e del risparmio energetico e un maggior ricorso, fino al 20%, della produzione di energia da fonti rinnovabili".

 

Secondo Legambiente dunque: "Un ritorno al vecchio nucleare è inaccettabile. Le risposte per un miglioramento della sostenibilità energetica della Lombardia sono molto più interessanti e più a portata di mano e si chiamano: sviluppo delle rinnovabili e riduzione degli sprechi elettrici legati alla mancata innovazione nei settori terziario, industriale e civile".

 

"Legambiente - si legge ancora nel comunicato - ha iniziato a fare i conti in tasca alle diverse categorie di consumi elettrici regionali. Il 56% dell'elettricità viene consumata dall'industria: esistono ampi margini per la riduzione dei consumi elettrici, che altri Paesi europei hanno già attuato grazie a ristrutturazioni e ammodernamenti su cui noi siamo in grave ritardo. Ma sono soprattutto i settori civile e terziario, responsabili del 43% dei consumi, che hanno visto crescere a dismisura gli sprechi, anche a causa del boom della climatizzazione estiva.

 

L'installazione dei climatizzatori, dopo la torrida estate 2003, ha fatto fare un salto del 5% al totale dei consumi elettrici regionali: in pratica una centrale nucleare servirebbe solo ad accendere i condizionatori installati nel 2003. Più efficienza e più rinnovabili saranno anche gli slogan con cui Legambiente parteciperà alla Marcia per il Clima, la manifestazione nazionale che si snoderà nel centro di Milano il prossimo 7 giugno, promossa da oltre 100 tra associazioni e sindacati riuniti nel cartello promotore".

 

"Alla luce dei costi crescenti del petrolio - conclude Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia -, l'efficienza energetica è diventata un fattore di rilancio e competitività dello stanco sistema economico regionale: evitiamo di perdere altro tempo in sterili discussioni e cominciamo subito a migliorare il modo di costruire case e uffici per renderli meno dipendenti dalla climatizzazione e a ridurre i consumi esagerati nel terziario e commerciale. Se vogliamo davvero competere con chi in Europa sta facendo di più e meglio di noi, rimbocchiamoci le maniche e facciamo della Lombardia un regione low-carbon".
 

  • 29/05/2008 21:24
    ernesto
    La cosa più fastidiosa è quando qualche giornalista anche di importanti testate giornalistiche o TV e qualche politico, totalmente ignorante, inserisce il nucleare tra le energie pulite! Le scorie, il peggiore degli inquinanti, le mettiamo sotto le loro casette!
  • 30/05/2008 12:09
    jetset
    Ernesto, sei tu a non conoscere il problema. Una centrale media produce solo 3 metri cubi di scorie l'anno e quelle stoccate stanno in contenitori di piombo dai quali non esce alcuna radiazione. Inoltre si stanno studiando centrali di quarta generazione alimentate anche a scorie (leggi il libro di Piero Angela sull'energia) - per cui questo diventerà combustibile. Contento?
  • 01/06/2008 21:35
    ernesto
    Caro jetset, 1 - in una centrale nucleare la gestione della sicurezza delle strutture e dei trasporti è enorme e difficilmente prevedibile (voglio solo ricordare che dopo il famoso 11 settembre le cose sono un po' cambiate). Vale la pena rischiare? 2-per quanto concerne la problematica delle scorie ti consiglio di leggerti qualcosa: http://notizie.alice.it/tecnologia/scorie_nucleari_italia.html?pmk=nothpboxdx http://wikipedia.sapere.alice.it/wikipedia/wiki/SOGIN?pmk=not_cross il problema delle scorie esiste e come!! http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/12_Dicembre/03/scorie.shtml 3 - i costi del nucleare sono giganteschi e le centrali nucleari non hanno il rendimento che la gente si aspetta .. . in Italia ne servirebbero più di 50! Dove le mettiamo? Non siamo mica il Canada! 4 - sulla convenienza mi fido di ciò che dice Rubbia: http://it.youtube.com/watch?v=51Mz4KO7Yv4&watch_response Ernesto
  • 02/06/2008 16:42
    ernesto
    Caro jetset, 1 - in una centrale nucleare la gestione della sicurezza delle strutture e dei trasporti è enorme e difficilmente prevedibile (voglio solo ricordare che dopo il famoso 11 settembre le cose sono un po' cambiate). Vale la pena rischiare? Se succede qualcosa in Europa che facciamo ... scappiamo tutti in Africa? 2-per quanto concerne la problematica delle scorie ti consiglio di leggerti qualcosa: http://notizie.alice.it/tecnologia/scorie_nucleari_italia.html?pmk=nothpboxdx http://wikipedia.sapere.alice.it/wikipedia/wiki/SOGIN?pmk=not_cross il problema delle scorie esiste e come!! http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/12_Dicembre/03/scorie.shtml 3 - i costi del nucleare sono giganteschi e le centrali nucleari non hanno il rendimento che la gente si aspetta .. . in Italia ne servirebbero più di 50! Dove le mettiamo? Non siamo mica il Canada! 4 - sulla convenienza mi fido di ciò che dice Rubbia: http://it.youtube.com/watch?v=51Mz4KO7Yv4&watch_response Ernesto
  • Sono presenti 4 commenti, invia il tuo commento!
 

LA FOTO DEL GIORNO

pistorius

Oscar Pistorius
il 2 luglio all'Arena

La manifestazione, realizzata in collaborazione con la Ficts, fa parte di una serie di eventi collegati al tema dominante 'Giovani e Valori Olimpici'

Mister Blues

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli