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PROTESTE OTTO ORE DI SCIOPERO GIOVEDÌ 24

Primi 3 giorni di malattia e ore in nero È rottura tra lavoratori edili e costruttori

SARANNO CIRCA 14 mila gli addetti bergamaschi del settore edile del comparto industriale (in cui operano un migliaio di aziende) coinvolti nello sciopero nazionale di 8 ore proclamato da Feneal Uil, ...
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2008-04-11
SARANNO CIRCA 14 mila gli addetti bergamaschi del settore edile del comparto industriale (in cui operano un migliaio di aziende) coinvolti nello sciopero nazionale di 8 ore proclamato da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per giovedì 24 aprile. Uno sciopero indetto ieri a causa della rottura con l’Ance (l’Associazione nazionale costruttori edili) nelle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di categoria, scaduto il 31 dicembre 2007. «Giudico assurde e inaccettabili - ha commentato il segretario provinciale della Feneal-Uil di Bergamo, Duilio Magno - le posizioni di chiusura dell’Associazione nazionale costruttori edili rispetto a punti qualificanti della nostra piattaforma, come il riconoscimento ai lavoratori del diritto al trattamento economico nei primi tre giorni di malattia anche per eventi brevi o la regolamentazione del part-time che impedisca lo sfruttamento di migliaia di operai. La mancata apertura sulla questione della cosiddetta “carenza malattia” – ha aggiunto Magno -, per la quale oggi agli operai dell’edilizia non viene riconosciuta alcuna indennità durante i primi 3 giorni di assenza per motivi di salute, comporta gravi pregiudizi per i lavoratori. In provincia di Bergamo, per la verità, grazie ad accordi tra le parti sono stati introdotti dei correttivi. Ma è inconcepibile che tale diritto non venga riconosciuto una volta per tutte nel contratto nazionale».

IL SEGRETARIO provinciale della Feneal-Uil è duro anche sulla vicenda del part-time: «Lavoro a tempo parziale in edilizia – dice – significa evasione. Si assume un lavoratore per quattro ore per poi pagargli in nero le altre quattro. Le imprese ammettono che questo sistema, purtroppo praticato in diversi contesti, falsa la concorrenza, con gravi pregiudizi per chi opera con serietà sul mercato. Ma poi, all’atto pratico, rifiutano di includere una precisa regolamentazione di questa questione». Le organizzazioni sindacali di categoria della provincia, che nel frattempo hanno fatto pervenire ai lavoratori un volantino in cui spiegano le ragioni della rottura delle trattative, definiranno in seguito le modalità dello sciopero.
 









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