Finite nel mirino molte aziende del Nordest
Banda di rom estorsori Imprenditori minacciati
TAGLIEGGIAVANO imprenditori meccanici del Nordest, obbligandoli a pagare prestazioni professionali mai avvenute. Si presentavano alle vittime come ingegneri di una multinazionale spagnola che aveva b...
2008-05-01
TAGLIEGGIAVANO imprenditori meccanici del Nordest, obbligandoli a pagare prestazioni professionali mai avvenute. Si presentavano alle vittime come ingegneri di una multinazionale spagnola che aveva brevettato una tecnica innovativa per il rivestimento dei prodotti in acciaio, ma era uno stratagemma per entrare in contatto con gli industriali, a cui poi estorcevano denaro. Le richieste variavano da 3 a 18 mila euro: in caso di resistenza scattavano pesanti minacce sia nei confronti della ditta, che rischiava di essere incendiata, sia nei confronti dei familiari. Con questo sistema, una banda di zingari rom con solidi legami di parentela fra di loro, aveva cercato di far soldi. Diciassette i colpi accertati, contro aziende di Nembro, Alzano Lombardo, Azzano San Paolo (Bergamo); Turate, Arosio e Cantù (Como); Passirano e Polaveno (Brescia); Vaprio d'Adda e Mestre. Il giro d'affari è stato quantificato in circa 75 mila euro, ma alla fine sono stati effettivamente "intascati" 15-20 mila euro.
Come modalità di pagamento gli estorsori pretendevano un vaglia postale intestato a persone inesistenti, o un bonifico bancario su un conto corrente. E accadeva che per ritirare il denaro la banda incaricase dei tassisti ignari. Come accaduto in febbraio a Nembro, ai danni di una azienda la cui collaborazione è stata determinante per le indagini. Grazie allaiuto del titolare della ditta, i carabinieri del Reparto operativo sono riusciti a smascherare e sgominare i componenti della banda: otto le persone raggiunte da provvedimenti di custodia cautelare, ma solo uno di loro, ritenuto il capo, tal Valerio Alari di 45 anni, è stato arrestato e si trova in carcere di Mestre. Gli altri sette complici sono latitanti, mentre una nona persona è indagata a piede libero. Per tutti l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata all'estorsione continuata e aggravata. Le indagini, condotte nell'arco di due mesi con intercettazioni telefoniche, pedinamenti e appostamenti e con la collaborazione di Confindistria Bergamo, hanno permesso di capire il meccanismo della estorsione e di arrivare al campo rom di Mestre, dove è stato arrestato il capo. R.S.
Nella foto De Pascale: il comandante dei carabinieri di Bergamo, colonnello Tortorella (a sx) e il vice procuratore Buonanno. Nel riquadro il rom arrestato