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Sanità pubblica e Bonduelle: l’ora della rabbia

A SAN PAOLO D’ARGON la protesta dei dipendenti della Bonduelle che rischiano di perdere il loro posto di lavoro; a Bergamo la manifestazione dei 2.500 operatori della Sanità privata che, pu...
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2008-05-06
A SAN PAOLO D’ARGON la protesta dei dipendenti della Bonduelle che rischiano di perdere il loro posto di lavoro; a Bergamo la manifestazione dei 2.500 operatori della Sanità privata che, pur assicurando i servizi essenziali, si sono fermati per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da 28 mesi. È stata un’altra giornata di mobilitazione, quella di ieri, per la difesa dell’occupazione nella Bergamasca. A San Paolo, davanti ai cancelli dello stabilimento distrutto da un incendio alla fine di febbraio, i lavoratori hanno dato vita ad un presidio che, dalle 7.30 alle 16, ha impedito l’ingresso delle auto degli impiegati e dei camion diretti alle piattaforme logistiche ancora operative nel sito. Per qualche attimo non sono mancati momenti di tensione, poi, fortunatamente, la protesta è proseguita senza imprevisti: «Si è trattato – ha spiegato Roberto Rossi, della Filcams Cgil – di un’azione forte frutto della rottura delle trattative avvenuta il 30 aprile. È inaccettabile la decisione di Bonduelle di non ricorrere alla cassa integrazione».
I sindacati e i lavoratori attendono ora la convocazione del prefetto a cui, venerdì scorso, avevano inviato una lettera in cui chiedevano una mediazione per evitare il licenziamento di una cinquantina dei 140 dipendenti della multinazionale. Sul fronte della Sanità, invece, le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno dato vita ad un corteo che, in città, ha toccato la sede di Confindustria Bergamo, in via Camozzi, quella dell’Asl, in via Gallicciolli, e il Punto Regione di via XX Settembre. Giovedì, invece, i lavoratori si sposteranno a Milano, davanti alla sede della Regione Lombardia, per richiamare l’attenzione del Pirellone sullo stallo delle trattative.
A.B.
 









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