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I lavori del metrò allontanano i clienti

Sos dei commercianti: «Aiutateci o falliremo»

di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
«SPERIAMO DI farcela ad arrivare al 2012 col negozio aperto! Dicono che allora avremo dei grandi vantaggi dalla stazione del metrò vicina alle no...
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2008-05-06
di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
«SPERIAMO DI farcela ad arrivare al 2012 col negozio aperto! Dicono che allora avremo dei grandi vantaggi dalla stazione del metrò vicina alle nostre vetrine, ma bisogna stare attenti a non fallire prima». La signora Marisa di “Choc abbigliamento”, in corsetto Sant'Agata, come tutti gli altri operatori della breve via a vocazione prettamente commerciale, denuncia un forte calo degli affari da quando, una settimana fa, l'ingresso da sud è stato sbarrato a causa del passaggio della 'talpa', il macchinario che scava sotto terra la galleria per la metropolitana.

LEI RICORDA gli anni Ottanta quando il flusso dei passanti era continuo, poi venuto calando «perché c'è la crisi e anche perché la zona si è degradata». E dal suo angolo guarda la piazza, ritrovo di capannelli di immigrati. Le sue speranze sono nelle promesse dei nuovi amministratori. Tutti i negozianti sono ormai tranquilli dal punto di vista edilizio, la talpa è passata senza danni, le conseguenze, dicono, non sono nei soffitti bensì nel cassetto. «Non abbiamo avuto un cliente», asseriscono all'unisono i due bar. Ieri pomeriggio poi anche l'altro passaggio da nord era ostruito da un camion per i lavori ad un vecchio pozzo da chiudere per evitare riflussi d'acqua. «Il mio pozzo invece era stato chiuso per tempo, evitando il sovrapporsi di situazioni», riferisce Pier Giorgio Simoni dallo storico 'Rovetta lingerie'. Lui è fra i più arrabbiati, dopo l'ottico Belleri costretto a chiudere per una settimana assieme all'edicola e alla chiesa. Secondo Simoni non solo quelle due attività chiuse con ordinanza dovrebbero essere risarcite ma l'insieme dei commercianti che hanno visto precipitare le vendite.

LE ASPETTATIVE sono sempre riposte nella Giunta appena insediata. Egli lamenta, d'accordo con gli altri, una scarsa comunicazione, fonte di ansia. Soprattutto ieri con la riapertura che tardava. «Apprendiamo le notizie dai giornali», rincara la signora Anna dal banco di 'Tutto'. «Sono stati esagerati, non occorreva transennare per sette giorni e creare tutto questo allarmismo».

LE CAUTELE sono state tante nell'attraversamento di questo tratto stradale delicato, sotto palazzi antichi e non sempre ben messi. Il più comunque è fatto, la grossa fresa, avanzando a 11 metri al giorno, ha superato contrada del Mangano e ora si sposterà verso ovest per tenersi lontano almeno 20 metri dalla Loggia. Sono 800 i metri che dovrà bucare sotto il centro storico fino alla stazione di San Faustino, dove è attesa in agosto.
 









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