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Forte crisi in pianura, in un anno 2 milioni di ore di Cigs

Il Tessile si sta sfilacciando

di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
NON HA FINE la crisi del tessile che investe tutte le zone della provincia ma che è concentrata al 35% nella Pianura. Solo nell'ultimo periodo ci sono...
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2008-05-07
di MAGDA BIGLIA
— BRESCIA —
NON HA FINE la crisi del tessile che investe tutte le zone della provincia ma che è concentrata al 35% nella Pianura. Solo nell'ultimo periodo ci sono grosse fabbriche chiuse come le due Tessival di Ghedi e Ponte San Marco per un totale di 200 lavoratori, in chiusura come la Niggler&Kupfer di Capriolo, 80 lavoratori, terzo stabilimento del gruppo a mollare in pochi anni nel Bresciano, fabbriche in cassa integrazione massima di 13 settimane come la Tessitura di Chiari, 150 lavoratori. Ma esiste pure una miriade di artigiani o cooperative con l'acqua alla gola. Tra il 2006 e il 2007 sono state oltre 2 milioni le ore di cassa integrazione straordinaria erogate, seconde solo al settore meccanico. La Provincia, presidente Alberto Cavalli e vice presidente assessore al Lavoro Aristide Peli, ha chiamato i rinforzi al capezzale del malato convocando ieri il 'Tavolo provinciale del tessile'. Sono intervenuti rappresentanti delle associazioni datoriali, dei sindacati, dell'Associazione comuni bresciani, dell'Inps, della Direzione provinciale del lavoro, dell'Agenzia regionale per l'Istruzione, la formazione, il lavoro. Era presente l'assessore regionale al Lavoro e all'Istruzione Gianni Rossoni che ha indicato i criteri con cui saranno assegnati in Lombardia nel 2008 15 milioni di euro frutto di un accordo con lo Stato, ricordando che l'anno scorso, su 11 milioni, 2 erano finiti a Brescia. I fondi verranno destinati alle fabbriche in difficoltà con meno di quindici dipendenti, ad artigiani o cooperative, a imprese che non possono attivare la cassa speciale della legge 223. «Ma i finanziamenti - ha chiarito Rossoni - saranno indirizzati non solo a politiche passive, gli ammortizzatori sociali, ma anche a politiche attive, ovvero a iniziative di riqualificazione degli addetti per la loro ricollocazione. Se un operaio viene assunto in un altro posto, i soldi restanti della cassa integrazione possono trasformarsi in incentivi per il reinserimento lavorativo».

SULLA STESSA linea si è mosso e si muoverà il Broletto che già dal 2005 ha promosso azioni per trovare un nuovo lavoro a chi l'ha perso, stanziando per questo un milione di euro, mentre altri 7 sono andati ai dipendenti. Gli 8 milioni erano stati ottenuti dal governo per aiuti alle piccole imprese in crisi, gran parte delle quali nel tessile con manodopera prevalentemente femminile. Esattamente poco più di 2 milioni sono stati utilizzati per la Cigs in deroga a 468 lavoratori di 84 aziende, poco meno di 5 milioni sono stati utilizzati per la mobilità in deroga di 237 lavoratori di 45 aziende. Degli altri fondi, i 2 milioni arrivati nel 207 tramite la Regione, più della metà sono stati indirizzati al tessile, per la cassa in deroga di 379 lavoratori di 66 aziende.
 









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