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Il kosovaro ha trasgredito l’obbligo di dimora

Un rapinatore in carcere La polemica non si placa

di ITALIA BRONTESI
— BRESCIA —
È GIÀ TORNATO IN carcere Ragip Kolgeci, uno dei kosovari della banda delle ville che avevano lasciato il carcere per decorrenza dei termini di...
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2008-05-08
di ITALIA BRONTESI
— BRESCIA —
È GIÀ TORNATO IN carcere Ragip Kolgeci, uno dei kosovari della banda delle ville che avevano lasciato il carcere per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Non ha rispettato l’obbligo di dimora e di firma disposto dal gip Luciano Ambrosoli e i carabinieri hanno fatto scattare le manette. Era stato fermato anche un altro kosovaro Xhelal Haszerajsembrava destinato a ritornare in cella, ma il gip ha respinto la richiesta di carcerazione, con la motivazione che se non ha risposto ai carabinieri che erano andati a «fargli visita» non significa che non fosse in casa e dunque che abbia violato l’obbligo di dimora.

È ANCORA ricercato Fazli Handrekaj, anche lui kosovaro, che appena lasciato il carcere si è dileguato. Ma i carabinieri della compagnia di Chiari guidati dal capitano Alessandro Amadei, sarebbero già sulle sue tracce. Si passano al setaccio gli ambienti che il kosovaro frequentava, interrogatori e battute vanno avanti giorno e notte. Resta fuori dal carcere Cristian Iticsa, romeno, sottoposto anche lui all’obbligo di dimora e di firma, che, almeno fin qui, non ha violato. I quattro, lo ha precisato ieri il procuratore capo Giancarlo Tarquini incontrando la stampa, sono accusati di una sola rapina, quella messa a segno a Lonato nella notte tra il 30 aprile e l’1 maggio del 2007, dove hanno preso di mira Fausto Brunelli e la moglie Lina Castellini.

ERANO ACCUSATI anche di una tentata rapina a Coccaglio, ma una volta messi davanti alla vittima non li aveva rconosciuti, il procedimento archiviato. «Una sola rapina, non lo dico per sminuire, una sola rapina, grave, basta e avanza» ha detto Tarquini». Quello che è accaduto, la decorrenza dei termini di carcerazione, ha ribadito «non doveva succedere». Ha anche precisato che il pm Federica Ormanni, titolare dell’indagine, «essendosi accorta che i termini scadevano ha chiesto al gip la scarcerazione con la misura alternativa dell’obbligo di dimora».
 









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