La nuova iniziativa di Palazzo Cernezzi
Il servizio informazioni parla anche in dialetto
di MAURIZIO MAGNONI
COMO
PREVEDE anche risposte in dialetto comasco il nuovo portale telefonico del Comune di Como, un nuovo sistema per comunicare con il cittadino e permettere...
2008-05-08
di MAURIZIO MAGNONI
COMO
PREVEDE anche risposte in dialetto comasco il nuovo portale telefonico del Comune di Como, un nuovo sistema per comunicare con il cittadino e permettere di dialogare con lAamministrazione senza più il rischio che la richiesta di informazioni vada persa e assicurando una risposta di qualità. Il sistema è entrato in funzione ieri a mezzogiorno e in sole 10 ore ben 80 telefonate sono arrivate al centralino di Palazzo Cernezzi (031/252.111). Per il momento vengono date informazioni su 22 servizi comunali, scelti in base ai servizi più richiesti. Ma perchè anche il dialetto?
«IL MESSAGGIO in vernacolo comasco - spiega il sindaco, Stefano Bruni - è un segnale di vicinanza perchè crea un rapporto di maggiore confidenza proprio verso l'utenza a cui si rivolge il sistema. In genere sono le persone anziane che si rivolgono al centralino del Comune per tutta una serie di servizi e quindi abbiamo voluto inserire anche questa lingua, oltre all'italiano e all'inglese». I messaggi in dialetto comasco sono stati registrati dall'assessore all'Ecologia Diego Peverelli (Lega Nord), comasco doc: «Parlo volentieri il dialetto - spiega Peverelli - perchè è una lingua semplice e alla portata di tutti i comaschi, specie quelli con i capelli un po più grigi e che si rivolgono ai servizi comunali.
IL DIALETTO è un linguaggio che deve essere salvaguardato perchè rappresenta l'identità di un popolo. Ma non solo. Ci sono tante espressioni che, per i nostri genitori e per le persone anziane, sono molto più esplicative in vernacolo comasco che nella lingua italiana. A questo proposito credo che la decisione del sindaco di inserire i messaggi in dialetto non sia una questione meramente folcloristica, ma culturale e di opportunità per far sì che il messaggio del Comune arrivi in tutte le case». «Indubbiamente - aggiunge Peverelli - potrebbero nascere delle discrepanze, potrebbero esserci dei malintesi perchè il dialetto comasco è talmente variegato che cambia da zona a zona. Ad esempio il dialetto parlato in Borgovico è diverso da quello di Camerlata. Io parlo quello di Lazzago e spero che non ci siano malintesi. A parte ciò credo che sia importante tenere vivi certi connotati locali».