Nel 2007 creati 3.800 nuovi posti di lavoro
Boom dei frontalieri 16 mila nel Canton Ticino
di MAURIZIO MAGNONI
COMO
UN SERVIZIO nuovo per andare incontro alle sempre crescenti esigenze dei lavoratori frontalieri. Si tratta di uno sportello che verrà aperto da mart...
2008-05-08
di MAURIZIO MAGNONI
COMO
UN SERVIZIO nuovo per andare incontro alle sempre crescenti esigenze dei lavoratori frontalieri. Si tratta di uno sportello che verrà aperto da martedì prossimo a Maslianico (cui potranno fare riferimento tutti i frontalieri della cintura urbana di Como) e dal prossimo mese di giugno a Cavallasca, cui potranno fare riferimento anche i lavoratori frontalieri che risiedono nella zona dell'Olgiatese, quindi a Parè, Drezzo, San Fermo della Battaglia, Beregazzo e così via.
«QUESTA INIZIATIVA - spiegano Giancarlo Bosisio dell'Ocst (Organizzazione Cristiano Sociale Ticinese) e Gianmarco Gilardoni del sindacato frontalieri della Cisl - è derivante dal fatto che in provincia è in costante aumento il numero dei lavoratori frontalieri. Oggi siamo a quota 16 mila, un numero destinato ad aumentare perché è aumentata considerevolmente l'economia ticinese, basti pensare che nell'ultimo anno, il 2007, nel Canton Ticino sono stati creati ben 3.800 nuovi posti di lavoro. Di questi 16 mila due terzi arrivano dall'hinterland comasco e dall'Olgiatese».
«DAL PRIMO giugno del 2002 - aggiunge Bosisio - sono entrati in vigore i nuovi accordi bilaterali tra Italia e Svizzera in materia di frontalierato. Ma in questi sei anni è stata una continua evoluzione di leggi, di prescrizioni, di novità, e non tutti i lavoratori possono stare al passo con tutte queste novità. Prendiamo ad esempio il fatto che fino al 31 maggio 2002 il lavoratore frontaliere era quello che andava a lavorare in Svizzera alla mattina e tornava a casa alla sera e doveva risiedere in una fascia di 20 chilometri dal confine. Oggi frontaliere è anche chi risiede al di là di questa fascia e tra l'altro non esiste più nelle assunzioni in Canton Ticino la priorità delle assunzioni di indigeni o di frontalieri. Questi lavoratori hanno problemi di gestione del loro stato di frontalieri: ecco il motivo per cui abbiamo aperto questi sportelli per informare i lavoratori sui loro diritti e su tutto quanto riguarda il lavoro all'estero che non è più come una volta».