La Procura di Milano ha chiuso linchiesta sul Lido di Menaggio
False fatture, viaggi e tessere «Rinaldin deve essere processato»
di PAOLA PIOPPI
COMO
LE INTERCETTAZIONI telefoniche e le indagini proseguivano almeno dall'inizio del 2007, ma solo il 7 agosto, con le prime perquisizioni e gli avvisi di garan...
2008-05-09
di PAOLA PIOPPI
COMO
LE INTERCETTAZIONI telefoniche e le indagini proseguivano almeno dall'inizio del 2007, ma solo il 7 agosto, con le prime perquisizioni e gli avvisi di garanzia, e soprattutto con il blocco di un finanziamento da 400 mila euro, viene alla luce l'indagine sulle presunte tangenti legate al progetto Lido di Menaggio. Fin da subito si parla di truffa ai danni della Regione Lombardia e all'Unione Europea per fatture gonfiate e falsificate, così da far lievitare i reali costi della ristrutturazione del Lido di Menaggio e ottenere maggiori finanziamenti dagli enti pubblici.
LA LISTA degli indagati comprende Giorgio Bin (ex assessore al Turismo in Provincia e capogruppo in Consiglio di Forza Italia) e Gianluca Rinaldin, consigliere regionale di Forza Italia: il primo finirà a San Vittore in custodia cautelare, e poi ai domiciliari, tra novembre e gennaio. Per il consigliere regionale di Forza Italia la misura restrittiva al domicilio arriva a febbraio, per tre settimane, con le accuse di corruzione, truffa ai danni della Regione, finanziamento illecito ai candidato (se stesso) e false dichiarazioni. Nel frattempo si avvicendano interrogatori, i riscontri alle dichiarazioni, nuove acquisizioni di documenti e il sequestro di cinquemila tessere alla sede centrale di Forza Italia: l'ordinanza del gip di Milano che porta ai domiciliari Rinaldin punta il dito contro quelle 2.251 che lo avrebbero reso molto influente, politicamente, nel Comasco, ottenute «eludendo le stesse regole di trasparenza del partito». Nelle ordinanze emesse nelle varie fasi delle indagini compaiono le ipotesi di concorso, a vario titolo, per Umberto Tagliaferri, il principale accusatore, Alberto Sorrentino, Marco Folcio e Carlo Fossati, oltre naturalmente a Bin e Rinaldin. Ora tutti, tranne Rinaldin che ha sempre rigettato le accuse, stanno chiedendo di patteggiare pene inferiori ai due anni.
DEFINIRÀ la propria posizione anche l'Associazione Coordinamento Turistico, imputata per la legge sulla responsabilità amministrativa delle società. Nel corso dei mesi Tagliaferri viene risentito più volte, e il 21 novembre anche Gianluca Rinaldin chiede di farsi interrogare, rendendo una versione radicalmente contraria rispetto alle dichiarazioni di tutti coloro che erano stati sentiti fino a quel momento. Dichiara di non aver mai saputo che le fatture utilizzate per ottenere i finanziamenti pubblici fossero in parte o tutte false, di non aver nulla a che fare con la Lago di Como srl (di cui è invece ritenuto socio occulto), ed anzi, di aver rifiutato le proposte di entrarvi «in qualunque veste», e aggiunge che Tagliaferri, al ritorno dal Brasile un anno fa, aveva rassicurato tutti sull'insistenza di illeciti, e "sull'impegno a portare avanti il progetto nella massima regolarità».