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Il presidente Aci: «Questi autisti sono un esempio per tutti i giovani»

Premiati i patentati di lungo corso

di MAURIZIO MAGNONI
— COMO —
«LA PREMIAZIONE dei veterani e delle ladies del volante, quindi uomini e donne che hanno conseguito la patente da oltre 50 anni, deve essere un ese...
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2008-05-14
di MAURIZIO MAGNONI
— COMO —
«LA PREMIAZIONE dei veterani e delle ladies del volante, quindi uomini e donne che hanno conseguito la patente da oltre 50 anni, deve essere un esempio per i nostri giovani. Questi "ragazzi", anche se, in alcuni casi, hanno superato l’ottantina, sono un esempio di guida corretta e prudente. Il messaggio che vogliamo lanciare è che tutti i neopatentati imparino questi esempi di sicurezza stradale». È quanto ha affermato ieri Enrico Gelpi, presidente nazionale e di Como dell’Automobile club d’Italia, in occasione della premiazione dei veterani della «giornata dell’automobilista» nel corso della quale sono stati premiati diversi comaschi che hanno conseguito la patente da oltre 50 anni. Tra i premiati nella sezione «Pionieri», con oltre 60 anni di patente, Carlo Bramani, Cesare Roncoroni e Giancarlo Scanziani.
Riconoscimento speciali anche a Bruno Soracco (che ha la patente da 75 anni), e Zola Genazzini che ce l’ha da 70 anni.

TRA GLI altri premiati fugurano Ecclesio Marelli, Giorgio Martoglio, Angelo Rampoldi, Vincenzo Cardiello, Ferdinando Vailati, Vincenzo Vento, Alessandro Ciceri, Pietro Rusconi, Adriano tam, Antonio Verga, Giacomo Nembri, Pietro Bernasconi, Andrea Castiglia, Riccardo Gelera e Gianni Tonelli. Riconoscimento anche alle donne che hanno conseguito la patente da 40 anni (e oltre): Natalina Caimi, Rosalba Introzzi, Amelia Butti, Rosanna manna, Adriana Cannone, Jeanette Pia Muller, Ida Corbella.
Non sono mancati, come da tradizione, riconoscimenti per le forze dell’ordine.
«Indubbiamente le forze dell’ordine - ha concluso Gelpi - sono quelle che consentono la circolazione stradale più sicura e l’appello che si fa agli automobilisti è proprio quello di considerarli come un ausilio e non come un "nemico" pronto solo a fare le multe od a ritirare la patente. Le forze dell’ordine fanno un gran lavoro; l'importante è che vengano potenziate, non solo come organico ma anche come strumenti».
 









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