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Verona indaga su tempi del giallo e multe ai rossostop

Semafori sotto inchiesta

di CORRADO CATTANEO
— COMO —
ALBESE, Albavilla, Alzate Brianza, Arosio, Capiago Intimiano, Lurago d'Erba e Vertemate con Minoprio per il Comasco. Bulciago e Montevecchia per il Lecche...
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2008-06-11
di CORRADO CATTANEO
— COMO —
ALBESE, Albavilla, Alzate Brianza, Arosio, Capiago Intimiano, Lurago d'Erba e Vertemate con Minoprio per il Comasco. Bulciago e Montevecchia per il Lecchese. Sono i «semafori intelligenti» della zona finiti nel mirino dei carabinieri della compagnia di San Bonifacio (Verona) che, su ordine della Procura scaligera, stanno cercando di fare chiarezza in questi giorni sull'uso legittimo di questi impianti diventati numerosi anche in provincia.

I MILITARI hanno notificato tra la giornata di lunedì e quella di ieri ordini di esibizione e consegna di documenti in 62 comandi di polizia locale, tra Lombardia e Veneto, che hanno giurisdizione in un'ottantina di Comuni delle province di Bergamo, Brescia, Biella, Cuneo, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Pavia, Perugia, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rovigo, Teramo, Treviso, Vicenza, Varese, Venezia e naturalmente Como, con sette Amministrazioni interessate, e Lecco, con solo due comandi.

TRA LE DIVERSE ipotesi al vaglio nell'indagine, coordinata dal pm veronese Valeria Ardito, quella che il giallo di questi impianti sia stato troppo breve permettendo così di erogare numerose multe. Al momento, come confermano gli stessi carabinieri, non sussiste ancora alcuna contestazione né ci sono degli indagati: in sostanza solo dopo che tutta la documentazione sarà stata acquisita e analizzata nel dettaglio si valuterà la sussistenza di eventuali ipotesi di reato. E’ quindi sbarcata anche nel Comasco l'indagine della Procura di Verona sui «semafori intelligenti»: dispositivi che se per gli automobilisti spesso si trasformano in un vero e proprio incubo - con patenti alleggerite dei punti e portafogli pesantemente toccati - per molti Comuni diventano invece una gallina dalle uova d'oro.

A SENNA COMASCO dove il «semaforo intelligente» è nel frattempo sparito insieme alla maggioranza che sosteneva il sindaco, Luciano Filippetto, che ha passato la mano al commissario prefettizio, il dispositivo fu piazzato sulla Canturina insieme a quello di Capiago, che gli stava di fronte dall'altra parte della carreggiata, e le multe servivano, era stato candidamente ammesso dall'ex primo cittadino, per finanziare la costruzione di un marciapiede in centro paese. A Como invece anche se gli impianti sono tecnologicamente del tutto diversi, nel 2006 un unico semaforo dei tre attivi in città, emise 896 multe in 8 giorni, per un totale di 130mila euro, ma il Comune ha sempre invocato per la loro installazione solo ragioni di sicurezza.
 









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