Le intercettazioni degli indagati romeni sul duplice delitto di Morterone
Gli assassini sono italiani
di STEFANO CASSINELLI
LECCO
UNA FESTA con italiani potrebbe essere la circostanza in cui hanno trovato la morte Luminita Dan e Ionele Dragan. Questo emerge dalle intercettazioni t...
2008-04-29
di STEFANO CASSINELLI
LECCO
UNA FESTA con italiani potrebbe essere la circostanza in cui hanno trovato la morte Luminita Dan e Ionele Dragan. Questo emerge dalle intercettazioni telefoniche, ma soprattutto da quella ambientali effettuate allinterno dellauto delle persone indagate per sfruttamento della prostituzione. Durante una registrazione effettuata a bordo dellauto in uso al rumeno Ionut Herchea, indagato, si parla del duplice omicidio e quando Herchea chiede se vi siano novità sul caso delle due morte il passeggero risponde che tutto sarebbe accaduto durante una festa con italiani «quelli le hanno uccise». Si parla poi del fatto che alle donne siano stati tolti soldi e stivali. Nei verbali relativi alle registrazioni gli inquirenti parlano di «maniaci» italiani. Secondo gli sfruttatori registrati gli albanesi non avrebbero infatti avuto il coraggio di fare una cosa del genere.
Ionut Herchea parla anche di una delle ragazze morte dicendo che quando veniva portata a lavorare piangeva sempre. Nelle registrazioni si parla anche di Silvia Demciuc che ai tempi era ancora viva tanto che agli atti sono raccolte sue dichiarazioni risalenti a metà febbraio.
IL 15 FEBBRAIO 2008 la ragazza telefona al marito e spiega che farà tardi perchè deve andare con un uomo che la porta anche da sua zia che «la sbaciucchia tutta». La giovane prostituta moldava dice al marito Natale Magni che farà tardi e che lo chiamerà quando avrà finito. La chiamata fu effettuata alle 2.17 di notte e solo alle 4.40 Silvia richiama per farsi andare a prendere. Il marito protesta per gli orari impossibili e i due al telefono litigano. Il caso di Silvia Demciuc assomiglia sempre più a quello di Luminita Dan e Ionela Dragan trovate morte nei boschi sotto Morterone il 28 agosto scorso.
LE INDAGINI per i tre omicidi sono state unificate e affidate ai pm Paolo Del Grosso e Luca Fuzio e proseguono nel mondo della prostituzione, gli inquirenti sono convinti che i colpevoli e i motivi dellomicidio della Demciuc, ritrovata nei pressi di Parlasco il 20 aprile, siano da cercare nellambito della guerra tra bande, soprattutto in considerazione ad alcune registrazioni del 24 settembre in cui si parla del coinvolgimento di un albanese di nome Edy, in seguito però viene indicato tra i responsbaili del duplice omicidio di Morterone un albanese chiamato Miri. Resta il fatto che di questo soggetto si sono perse le tracce da tempo e già alla presunta epoca delluccisione di Silvia lalbanese si ritiene fosse allestero.
MA LA POSSIBILITÀ che si tratti di un serial killer inserito in un contesto italiano non è ancora del tutto scartata. In questottica si spiega lintensificarsi dei controlli da parte delle forze dellordine sulle strade della Valsassina e i controlli ai mezzi in transito che si sono fatti molto più scrupolosi.
Ieri il tribunale del riesame ha discusso la richiesta dellavvocato Giuseppe Visconti di Lecco di revocare o ridurre i provvedimenti restrittivi nei confronti di Natale Magni, marito di Silvia Demciuc, indagato per favoreggiamento della prostituzione. «La richiesta al riesame - spiega il professionista - labbiamo inoltrata prima che si scoprisse la morte di Silvia Demciuc. Quindi le cose sono cambiate ma resta il fatto che il mio assistito è assolutamente estraneo allomicidio come emerge chiaramente dagli atti e anche il suo ruolo nel favoreggiamento è a dir poco marginale. Siamo quindi fiduciosi». Attualmente Magni è sottoposto allobbligo di dimora a Nibionno presso la casa della madre.