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L’avvocato della famiglia: «Dalle intercettazioni elementi importanti»

Bariffi, fu omicidio? Tanti indizi

di STEFANO CASSINELLI
— LECCO —
ENTRA nel caso Chiara Bariffi l’avvocato Roberto Tropenscovino di Lecco e arrivano le prime conferme alle indiscrezioni dell’ultima settimana...
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2008-04-30
di STEFANO CASSINELLI
— LECCO —
ENTRA nel caso Chiara Bariffi l’avvocato Roberto Tropenscovino di Lecco e arrivano le prime conferme alle indiscrezioni dell’ultima settimana. I due indagati principali Sandro Vecchiarelli e Massimo Barili sono stati arrestati, sabato 19 aprile, grazie a «un quadro indiziario significativo». Tropenscovino che ha un ruolo determinante nei processi per casi come l’omicidio Maver e la strage di Erba conferma anche «la presenza di registrazioni telefoniche importanti. Non determinanti però nel contesto del quadro probatorio hanno una certa rilevanza».
Il legale da ieri mattina assiste Alba Bariffi, sorella di Chiara, per la fase processuale penale in questo primo frangente e poi nell’eventuale causa civile se gli indagati saranno riconosciuti colpevoli. Luciana Bariffi, la madre di Chiara, è invece assistita dall’avvocato Mario Bonati di Pavia. Insieme all’avvocato Tropensacovino entrano a far parte della partita anche degli investigatori «di una agenzia investigativa di Milano che - afferma il legale - mi sono stati molto utili anche in altri casi come quello di Erba. Verrà fatto un ulteriore lavoro di indagine da affiancare a quello della Procura». Tropenscovino si dice fiducioso del lavoro portato avanti dal pm Luca Masini e spiega:

«ALCUNI ATTI sono ancora secretati perchè l’indagine non è chiusa, ma quello che ho potuto vedere mi fa comprendere che è stato fatto un lavoro scrupoloso e serio. Credo che la firma del pm Masini su degli atti processuali sia di per se una garanzia. Adesso noi studieremo le carte e svolgeremo altre attività investigative nella speranza di poter dare un ulteriore contributo al raggiungimento della verità».
Tropenscovino lancia anche un appello e afferma: «Chi sa qualcosa si può rivolgere in assoluta riservatezza a me. Posso comprendere che vi sia una sorta di timore a parlare con i magistrati ma è importante in questo frangente dare la massima collaborazione».

C’È POI DA COMPRENDERE quali sono gli elementi indiziari e probatori in mano alla procura e il ruolo del superteste che il 18 settembre 2006 avrebbe reso deposizione in cui sosteneva di aver visto, la sera del 1 dicembre 2002, un camion con gru che teneva sospesa un’auto. In questo contesto rientra anche la figura del quarto indagato e Tropenscovino spiega: «Certamente il suo ruolo è stato marginale altrimenti sarebbe stato sottoposto a provvedimenti restrittivi anche lui. Potrebbe essere indagato per favoreggiamento».

IL LEGALE di Alba Bariffi spiega infine che l’obiettivo principale è «quello di fare chiarezza su questa vicenda, arrivare a comprendere esattamente che cosa accadde. La famiglia pretende questo anche in considerazione che l’omicidio sarebbe stato commesso da persone che Chiara riteneva amiche, entrambi gli indagati in carcere erano stati a casa dei Bariffi e venivano considerati amici. Questo particolare rende tutta la vicenda ancora più drammatica e angosciante. Alba era molto legata a Chiara e sapere che persone che le erano così vicine le avrebbero fatto del male è logicamente terribile».

IN TUTTA QUESTA vicenda potrebbe avere un ruolo determinante anche il carcere. Infatti tra una decina di giorni dovrebbe arrivare la decisione sulla richiesta di scarcerazione presentata dai difensori di Barili e Vecchiarelli. I due sembrano essere abbastanza provati dal carcere e un diniego alla scarcerazione potrebbe spingerli a confessare eventuali responsabilità, anche se fino a oggi entrambi si sono professati innocenti ed estranei ai fatti.
Difficile fare previsioni sui tempi se si andrà, come è probabile, a processo. Certamente non si può pensare di vedere qualcuno in aula prima della prossima estate.
 









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