2008-05-09
di ANDREA MORLEO
LECCO
E STATO SOTTOSPOSTO a una delicatissima operazione chirurgica per ridurre la compressione cranica e gli ematomi. Lintervento, iniziato poco dopo le due e durato oltre le quattro ore, è stato definito «un gesto eroico, di cui non possiamo essere certi dellesito» da Riccardo Massei, primario del reparto di Rianimazione dellospedale di Lecco. Tutto questo lascia intendere come Giuseppe Frigerio, 59 anni, di Lecco continui la sua disperata lotta. Luomo è ricoverato da martedì pomeriggio al «Manzoni» per via del gravissimo trauma cranico e delle ustioni (estese sul 50% del corpo) riportati a seguito dello scoppio avvenuto allinterno dellazienda - la «Frigerio Spurghi srl», di cui lui stesso è co-titolare insieme al fratello Carlo. «La situazione rimane sempre gravissima - spiegava ancora il dottor Massei, mentre luomo si trovava ancora sotto i ferri -. Si tratta di un intervento molto delicato alla testa, con il quale vogliamo tentare di ridurre la presenza di sangue allinterno del cranio. È unoperazione di cui purtroppo non possiamo conoscere la certezza dellesito».
UN ASPETTO, questo, che il responsabile del reparto di Rianimazione ha ben chiarito ai famigliari di Giuseppe Frigerio i quali non hanno comunque mai smesso neppure un secondo di stare lui vicino in questo durissimo momento. Al contrario, sono in via di netto miglioramento le condizioni del secondo ferito - Francesco Pane, 62 anni, di Lecco, uno dei 23 dipendenti della «Frigerio Spurghi srl» - che non sono definite preoccupanti. «Il secondo ferito - aveva già fatto sapere il dottor Gaetano Elli, responsabile di presidio - presenta una lesione a livello del cuoio capelluto».
LUOMO è tuttora ricoverato nel reparto di Chirurgia e già questo indica chiaramente che non versa in pericolo di vita. «Il paziente è vigile - confermano dallospedale cittadino -, ha ricevuto le visite dei parenti e risponde in maniera razionale». Intanto, procedono le analisi e le valutazioni per cercare di ricostruire quanto accaduto alle 14.18 di martedì. A quellora un boato ha squarciato laria, devastando buona parte dei capannoni e generanto una densa colonna di fumo nerastro alzatasi in cielo. Uno spettacolo di distruzione che sembra essere stato generato da quegli stessi rifiuti industriali che la «Frigerio Spurghi srl» tratta abitualmente. Come ogni giorno, Giuseppe Frigerio - co-titolare insieme al fratello Carlo - stava lavorando allo stoccaggio del materiale risultante dalla lavorazione dei rifiuti speciali. Gli inquirenti, coordinati dal pm Paolo Del Grosso, titolare dellinchiesta, continuano a propendere per la tesi delle strana reazione chimica prodotta dai gas sprigionati dai rifiuti industriali trattati.
IL TITOLARE della «Frigerio Spurghi srl» sembra stesse lavorando proprio allo stoccaggio di questi rifiuti. Era a bordo di un escavatore e pare che sia stato proprio lui stesso a fungere da miccia. O meglio, proprio lescavatore su cui stava lavorando. Forse lattrito della pala del mezzo con il terreno ha prodotto la scintilla che ha avviato poi la detonazione. Nel frattempo lazienda rimane sotto sequestro.