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«Noi isola felice» Grazie all’export l’economia tiene

di ANDREA MORLEO
— LECCO —
LA PROVINCIA DI LECCO conferma i segnali di ripresa registrati nel corso del 2007, sia pure in un contesto internazionale in forte rallentamento e una situa...
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2008-05-10
di ANDREA MORLEO
— LECCO —
LA PROVINCIA DI LECCO conferma i segnali di ripresa registrati nel corso del 2007, sia pure in un contesto internazionale in forte rallentamento e una situazione nazionale decisamente incerta (crescita stimata nel 2008 pari allo 0,3%). È questo, in estrema sintesi, il quadro emerso dal «Rapporto 2007 sull’economia lecchese». Alla presentazione, avvenuta ieri nella sede della Camera di Commercio di via Amendola, hanno preseziato i vertici delle maggiori associazioni di categoria provinciali , oltre ad alcuni politici.

UN QUADRO sostanzialemente positivo, nonostante in questi ultimi tempi anche sul territorio (vedi soprattutto la crisi Riello) si stiano registrando difficoltà. Eppure la variazione positiva del Pil provinciale (+4,5% al lorod dell’inflazione) è in linea con l’andamento regionale (+4,6%) e decisamente superiore al valore nazionale (+3,8%). Altri indici, presentati nella relazione di Giacomo Giusti dell’Istituto Tagliacarne, fanno ben sperare. Come il tasso di disoccupazione con un 2,6%, inferiore sia al dato regionale (3,4%) e tanto più a quello nazionale (6,1%). Così come conforta sapere che il prodotto interno lorod pro capite nella provincia di Lecco è pari al oltre 28mila euro, a fronte di una media nazionale di 25,9mila euro (ma in Lombardia si guadagna mediamente di più: 33,4mila euro). Questo andamento positivo è il frutto di un consistente processo di ristrutturazione avviato dal sistema produttivo locale che ha nel settore manifatturiero (costituito soprattutto da medie imprese: Lecco, dopo, Lodi è seconda in Italia per percentuale di addetti) la sua colonna portante. Questa vitalità e capacità di stare sul mercato è frutto di una spiccata propensione all’export (+12,4% rispetto al +8% nazionale), che pone la bilancia commerciale in saldo positivo al contrario di quella nazionale.

IL FUTURO? Anticipare il più possibile i cambiamenti mondiali, dare continuità alle politiche economiche (con alleanze tra aziende e istituzioni del territorio) e investire su innovazione, formazione e risorse umane.
 









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