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Annullata la spedizione del «Ragno» al Gasherbrum I

I cinesi fermano Bernasconi

di FEDERICO MAGNI
— LECCO —
I CINESI bloccano la spedizione del Ragno Daniele Bernasconi e dei compagni Karl Unterkircher e Michele Compagnoni all’inviolata parete Nord del Gas...
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2008-05-14
di FEDERICO MAGNI
— LECCO —
I CINESI bloccano la spedizione del Ragno Daniele Bernasconi e dei compagni Karl Unterkircher e Michele Compagnoni all’inviolata parete Nord del Gasherbrum I. Dopo alcune settimane durante le quali le notizie si rincorrevano sempre più allarmanti, la sconcertante conferma è arrivata in questi giorni: fino ad agosto, dopo la fine delle Olimpiadi, nessun alpinista potrà avvicinarsi alle montagne cinesi, nemmeno le grandi pareti dell’isolata regione del Sinkyang. Proprio in quella terra remota i tre alpinisti avevano pianificato una nuova avventura, dopo il grande exploit dell’anno scorso con la conquista del Gasherbrum II (8.035 metri) lungo lo sconosciuto versante settentrionale; spartiacque fra Cina e Pakistan.
La partenza per il difficile viaggio che li avrebbe condotti ai piedi del GI (8.068 metri) era prevista per la fine di maggio. Ora è tutto da rifare. «Credo sia tutto rinviato all’anno prossimo - conferma Daniele Bernasconi -. La polizia cinese ha deciso di non concedere permessi a nessuna spedizione, almeno fino alla fine delle Olimpiadi. Per cui non ci resta che ripensare a una nuova avventura. Non ho ancora deciso niente di concreto, credo che mi dedicherò maggiormente all’arrampicata».

IL PROGETTO della spedizione al GI era quello di ripetere l’esperienza dello scorso anno al GII, quando i tre alpinisti riuscirono a salire in «stile alpino», senza portatori e senza l’utilizzo di ossigeno il versante settentrionale della montagna. Un’avventura che fece molto scalpore poichè compiuta sfidando le incognite di una parete praticamente sconosciuta: «Non sapevamo cosa ci aspettava man mano che salivamo», ha commentato Daniele Bernasconi che con gli altri compagni fu poi costretto a scendere dal versante meridionale, lungo la «normale» pakistana.

A COMPLICARE ulteriormente la situazione delle regioni occidentali della Cina il terribile terremoto che ha messo in ginocchio la regione del Sichuan con decine di migliaia di vittime. Se i progetti stagionali del Ragno di Lecco Bernasconi sono ancora sospesi, quelli dell’alpinista altoatesino hanno preso un’altra piega: Karl Unterkircher parteciperà a una spedizione verso il Nanga Parbat 8.125 metri.
Il mondo dell’alpinismo è in subbuglio dopo la scelta della Cina di «blindare» le montagne non solo nella regione del Tibet, ma anche quelle del Sichuan, della zona a Nord del K2, a Nord del Sinkyang in concomitanza con lo svolgimento delle Olimpiadi. Praticamente nessun ottomila sarà accessibile dalla parte cinese.
 









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