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Il commento dell’ex campione Gianni Motta

«Bosisio vincerà una tappa durante questo Giro»

di ALESSANDRO BRAMBILLA
— ROGENO —
GABRIELE Bosisio, 27 anni, di Rogeno, sta disputando il suo secondo Giro d’Italia. Nell’affollato villaggio vip del Giro 2008 piovono el...
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2008-05-15
di ALESSANDRO BRAMBILLA
— ROGENO —
GABRIELE Bosisio, 27 anni, di Rogeno, sta disputando il suo secondo Giro d’Italia. Nell’affollato villaggio vip del Giro 2008 piovono elogi sul lecchese della Lpr. L’ex campione Gianni Motta è diventato uno dei principali supporter di Gabriele. «È un vero peccato che un corridore dello spessore di Bosisio – fa notare Motta, vincitore di 90 gare su strada nella carriera professionistica, tra le quali il Giro d’Italia 1966, Giro di Lombardia 1964, Giro di Svizzera 1967 – a causa dei regolamenti Uci ProTour abbia dovuto saltare i Giri d’Italia del 2005, 2006 e 2007: correva nella Tenax, che non veniva invitata. Senza il Giro nel programma per 3 stagioni ha disputato al massimo corse a tappe di una settimana.

LA LUNGHEZZA e le difficoltà altimetriche del Giro sono un’incognita per lui. Tuttavia sono fiducioso: per me vincerà una tappa prima della fine». Fra le tappe da affrontare c’è anche la Mendrisio-Varese, che nel finale transiterà 2 volte sul circuito dei Mondiali 2008. «È la tappa più adatta a Bosisio», aggiunge Motta. L’anno scorso Bosisio si è aggiudicato il Giro del Lazio e la Preolimpica di Pechino, sfiorando la convocazione in azzurro per Campionato del Mondo di Stoccarda. «Bosisio – continua Motta – sa sacrificarsi per la squadra, ogni direttore sportivo lo vorrebbe. Se nei prossimi mesi pedalerà come nell’estate 2007 Gabriele andrà inserito senza indugi nella Nazionale per Varese». Nel Giro 2008 caratterizzato da cadute e trasferimenti lunghi Bosisio è uno dei corridori che si lamentano meno. «Dopo la tappa di Milazzo – dichiara il passista di Rogeno – il nostro viaggio in aliscafo verso Vibo Valentia Lido è durato quasi 3 ore. Poi ci sono voluti altri 60 minuti per trovare l’albergo. Fortunatamente siamo tutti nelle stesse condizioni: tutti in aliscafo, tutti in hotel a notte fonda, tutti a letto senza massaggi. Non ci sono stati privilegiati». Gabriele ringrazia la dea bendata:

«NON SONO mai caduto. Non era facile rimanere in equilibrio sulle strade viscide di Sicilia e Calabria». Nella Lpr il lecchese è coequipier di Danilo Di Luca e Paolo Savoldelli. «Tra noi – precisa Bosisio - l’intesa è perfetta. La Lpr è una famiglia». Ieri la tappa è stata vinta dal russo Pavel Brutt. «La fuga di Brutt e altri temerari non c’interessava. Nel finale io gli altri della Lpr abbiamo pedalato davanti al gruppo per evitare cadute, non per attaccare». Domani c’è l’arrivo in quota a Pescocostanzo, in Abruzzo. «Sarà una tappa importante per le nostre strategie. Di Luca è abruzzese, vorrà fare bella figura. Io lo scorterò». Fabio Bordonali, team manager Lpr, ha in mente le tattiche: «A Pescocostanzo le nostre punte continueranno a essere Di Luca e Savoldelli. Nel prosieguo del Giro faremo di tutto per favorire un successo di tappa di Bosisio. A fine stagione 2007 la Lampre e altri squadroni volevano Bosisio. È rimasto con me perché sa di essere in una botte di ferro».









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