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Predabissi, un nuovo servizio di volontari

Venti angeli in corsia al servizio dei malati

di EMANUELA CAPUTO
— MELEGNANO —
GLI ANGELI del Predabissi. In corsia e in accettazione: un aiuto concreto per chi arriva in ospedale. È partito il progetto di «Accoglienza&...
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2008-05-06
di EMANUELA CAPUTO
— MELEGNANO —
GLI ANGELI del Predabissi. In corsia e in accettazione: un aiuto concreto per chi arriva in ospedale. È partito il progetto di «Accoglienza» dedicato agli utenti che raggiungono la struttura. Un’assoluta novità per tutto il territorio. Un servizio aggiuntivo di supporto ai singoli e alle famiglie che è stato realizzato con l’impegno dei volontari. «Sono sei le realtà coinvolte, almeno per ora», spiega Rosaria Princiotta infermiera e promotrice dell'iniziativa. In prima linea ci sono l’Abio, l’Avus, l’associazione Corti-Rossi, il gruppo Salute ma non solo, il gruppo Auser e l’Avo di San Donato.

IN TUTTO UNA ventina di persone vicine all’azienda ospedaliera che hanno scelto di porsi a servizio della comunità dedicando il proprio tempo libero a chi ha più bisogno. «Siamo soddisfatti — continua Rosaria Princiotta —. Il piano sta prendendo piede. I riscontri sono stati moltissimi, ma contiamo di ottenere anche nuove adesioni. Il nostro obiettivo è fornire assistenza a tutte le persone che, per un motivo o per l’altro, varcano la soglia dell’ospedale». Il servizio è attivo la mattina dalle ore 8.30 alle 12.00 dal lunedì al giovedì, ma si prospetta già l’estensione al venerdì. I volontari nell’atrio sono facilmente riconoscibili grazie a una casacca azzurra e ad un cartello che carpisce l’attenzione dei passanti nell’attesa che venga creato un apposito box. I ragazzi sono organizzati in squadre di 3 persone articolate secondo turni precisi. Danno una mano a chi è in difficoltà. A chi non conosce la lingua e non riesce a compilare i moduli, a chi non trova gli spazi per le analisi, a chi non sa affrontare un momento di dolore. «Un progetto importante che si sviluppa con gesti concreti
— precisa Rosaria Princiotta —. Un’idea dell’ex-direttore che ha trovato d’accordo anche Claudio Garbelli. Una scelta difficile che comporta enormi sacrifici. Un ringraziamento va alle ragazze del centro d’accoglienza di Cernusco che hanno saputo motivarci indicandoci la strada».

MA IL NUOVO piano è solo uno dei tantissimi esempi che animano la struttura sul fronte del volontariato. Alle attività delle diverse associazioni si legano quelle dei gruppi spontanei. «Con una decina d’infermiere abbiamo pensato di accompagnare periodicamente i pazienti nella sala proiezioni — prosegue —. Un film in compagnia per trascorrere in modo più piacevole il periodo di degenza».

L’IDEA È che la struttura debba essere percepita non solo come luogo di cura. L'ospedale è parte integrante del territorio. Questa convinzione ha spinto i medici nei comuni. L’associazione «Salute ma non solo» ha fatto da tramite portando il Predabissi in città. Specialisti ed esperti in medicina hanno messo gratuitamente a disposizione le proprie conoscenze. L’intento? Educare i cittadini alla salute e al benessere. Sono molte le sinergie che si diramano attraverso la struttura. Protagonisti gli enti preposti e le associazioni che ruotano attorno alla casa di cura.
 









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