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Il consigliere regionale Concordati lancia l’allarme per una situazione insostenibile

Emergenza nutrie, serve un piano urgente

di TIZIANO TROIANELLO
— CASALPUSTERLENGO —
ABBATTIMENTI sistematici contro la diffusione delle nutrie che nel Lodigiano stanno provocando danni ormai incalcolabili. A caldeggiarli &...
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2008-05-11
di TIZIANO TROIANELLO
— CASALPUSTERLENGO —
ABBATTIMENTI sistematici contro la diffusione delle nutrie che nel Lodigiano stanno provocando danni ormai incalcolabili. A caldeggiarli è il consigliere regionale Gianfranco Concordati il quale, preoccupato per una situazione a suo dire oggi insostenibile e che rischia nel volgere di pochi anni di diventare irreparabile, intende porre la questione, nei prossimi giorni, all'attenzione dell'assessorato regionale di competenza suggerendo eventuali modifiche alla normativa vigente. A detta dell'esponente del Partito Democratico l'emergenza si può risolvere solo con piani di eliminazione sistematici della specie cui si devono accompagnare maggiori finanziamenti della Regione sia per il ripristino dei danni provocati dagli animali che per il supporto di iniziative di contenimento. «Nonostante le importanti azioni di contenimento della specie portate avanti dalle amministrazioni provinciali - spiega Concordati - la situazione è ormai intollerabile.

IL NUMERO preciso di questi roditori presenti nel nostro territorio è difficile da stimare: potrebbero essere di 80 mila, così come di 100 mila o di 150 mila. Le catture con le gabbie si attestano sulle 10-12 mila all'anno, una cifra troppo esigua. Le nutrie danneggiano il sistema irriguo, creano frane e smottamenti nel reticolo irriguo principale, provocano problemi alla viabilità, ad automobilisti e motociclisti, quando attraversano le strade. Ingenti sono anche i danni all'agricoltura: oggi si sta procedendo ad una campagna di risemina del mais che sta interessando centinaia di ettari. Non dimentichiamo poi che scienza e ricerca non hanno mai garantito la non trasmissibilità della leptospirosi, malattia di cui le nutrie sono portatrici». Da qui la necessità di intervenire con fermezza. «Oggi tutti parlano delle nutrie anche perché sono arrivate nei parchi pubblici di Milano - prosegue Concordati. - Ricordo che nel 2001 quando in Regione ci fu la presentazione del primo progetto di legge per il contenimento della nutria, in aula i consiglieri regionali del sud della Lombardia sembravano dei marziani rispetto al resto dell'assemblea che non conosceva ancora il problema. La Legge in vigore garantisce l'equilibrio ambientale, la tutela della biodiversità e dell'habitat naturale. Occorre però vedere, previa intesa con l'Istituto Nazionale di Fauna Selvatica, se il testo è modificabile in ragione della nuova entità del fenomeno. A mio avviso è più che mai necessario prepararsi ad organizzare un piano di abbattimento sistematico e consistente che deve attuarsi nei mesi di novembre, dicembre e gennaio con l'ausilio delle guardie venatorie, degli agricoltori abilitati, dei cacciatori».
 









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