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Sono i nuovi poveri nel ricco Sud Est Milanese

Stranieri, nomadi e sfrattati I Comuni tendono la mano

di ALESSANDRA ZANARDI
— VIZZOLO PREDABISSI —
NEL RICCO e produttivo hinterland milanese si nascondono sacche di povertà. Nomadi, stranieri, ex detenuti e persone affette da disa...
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2008-05-14
di ALESSANDRA ZANARDI
— VIZZOLO PREDABISSI —
NEL RICCO e produttivo hinterland milanese si nascondono sacche di povertà. Nomadi, stranieri, ex detenuti e persone affette da disagio psichico rappresentano i disperati del Nuovo Millennio; a rischio anche anziani, sfrattati e giovani precari. È quanto è emerso dal convegno «Sguardi e interventi», organizzato ieri a Vizzolo dai nove Comuni del distretto socio-sanitario del Sud Est Milanese. Durante la giornata di lavori è stata presentata «Dove puoi andare», una guida per emarginati e senza tetto che nelle prossime settimane sarà disponibile presso Caritas, parrocchie e uffici di segretariato sociale.

L’OPUSCOLO è stampato in sei lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo e albanese) e contiene tutte le indicazioni utili per la gestione delle situazioni di emergenza. Dai numeri dei dormitori agli orari di funzionamento delle docce pubbliche, dagli ambulatori che garantiscono visite mediche gratuite fino ai centri dov’è possibile procurarsi i vestiti, la pubblicazione è un vero vademecum per la sopravvivenza metropolitana; al suo interno anche i riferimenti dell’ufficio stranieri e dei servizi sociali. Non solo dépliant informativi. Lungo l’asse della via Emilia, il sostegno ai senza tetto è assicurato dagli operatori di strada della cooperativa sociale L’Aquilone, che collabora con le amministrazioni nella mappatura del fenomeno e nel contatto diretto con i bisognosi. «I nove Comuni del distretto si sono dotati di un regolamento specifico per la gestione degli interventi in tema di emarginazione e povertà - spiega Cristina Gallione, responsabile dell’Ufficio di piano -. L’obiettivo è coordinare le attività e garantire stardard di servizio adeguati in tutte le realtà di bacino, comprese quelle più piccole».

«CASA e lavoro: sono queste le sfide da affrontare per il futuro - aggiunge Marco Zampieri, presidente dell’assemblea dei Comuni -. La risposta al crescente bisogno di aiuto deve passare attraverso percorsi di reinserimento professionale e politiche abitative sostenibili, accessibili a single, giovani coppie, famiglie con basso potere d’acquisto». L’investimento messo a budget ogni anno per la lotta alle situazioni di estremo disagio ammonta a oltre un milione di euro; almeno 25 i progetti di recupero individualizzato stesi dagli esperti e centinaia le richieste di assistenza in arrivo. «Tra chi necessita di aiuto - precisa Cristina Gallione - non mancano le famiglie monoparentali con due o più figli e le persone affette da dipendenze croniche come droga e alcol».
 









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