Penati: "Pensiamo alla cittadinanza economica"
Il presidente della Provincia dice la sua dopo i tafferugli, con una proposta: "avviare una relazione con le comunita' straniere attraverso la collaborazione delle istituzioni consolari"
Milano, 13 aprile 2007 - Il presidente della provincia Filippo Penati pensa a una soluzione dopo i tafferugli di Chinatown: "''La proposta - ha spiegato Penati - e' quella di avviare una relazione con le comunita' straniere attraverso la collaborazione delle istituzioni consolari e, in particolare, delle associazioni dei vari paesi che rappresentano gli immigrati sul territorio, arrivando ad adottare una forma di riconoscimento della cittadinanza economica''.
Riguardo agli incidenti: "Io non so se si poteva evitare. Trovo certamente condannabile sotto ogni punto di vista ciò che è avvenuto perché non trovo una ragione plausibile, men che meno una semplice contravvenzione, per una risposta così violenta e ampia da parte della comunità cinese ed esprimo grande solidarietà e un augurio
che possano tornare presto in forma gli agenti che sono stati aggrediti e feriti".
"Detto questo, davanti a noi rimane un tema, quello di come si garantisce la convivenza civile con una comunità come quella cinese - ha proseguito Penati -, che è una comunità particolare, che non può essere trattata come i rom, come gli albanesi o i maghrebini. E' una comunità con proprie specificità e molto chiusa".
"Quello che è emerso ieri non è un problema di ordine pubblico, ma è esploso in maniera drammatica un problema di impossibilità di convivenza civile - ha poi spiegato Penati -. La comunità cinese non è minacciosa per i milanesi. In via Paolo Sarpi la presenza e le attività economiche così ampie e tollerate in questi anni hanno fatto emergere in maniera esplosiva il tema della convivenza civile tra residenti e attività economiche".
Il giorno prima, invece, ha ricordato il presidente della Provincia, "è esploso il tema dei rom di Parco Lambro" e quindi esiste "la questione non soltanto del rispetto delle regole, che è fondamentale, su cui nessuno può scambiare nulla e la polizia ha fatto bene ieri a intervenire per sedare una rivolta che non era assolutamente tollerabile, il punto è come noi risolviamo il tema della convivenza civile".
"Credo che ci voleva la capacità di prevedere questa cosa. Mi stupisce che un fatto così clamoroso ed
esteso non sia stato in qualche modo previsto, o sia stato sottovalutato". Per Penati si deve "recuperare una capacità di leggere i fenomeni che avvengono sul territorio, perché se ci si stupisce che avviene un
fenomeno così largo e non si sapeva che lì stava covando qualcosa, forse il problema sta proprio lì, nella lontananza del territorio e leggere ciò che sta nascendo".
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