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Sgarbi: "Una zona a luci rosse risolverebbe la crisi Malpensa"

"Se uno pensa alla crisi di Malpensa possiamo immaginare che se c'è un quartiere a luci rosse al Citylife o alla fiera Rho-Pero per quelli che arrivano per ragioni di mercato può essere un' attrazione di più" Commenta

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Vitorio Sgarbi Milano, 11 marzo 2008 - "Se uno pensa alla crisi di Malpensa possiamo immaginare che se c'è un quartiere a luci rosse al Citylife o alla fiera Rho-Pero per quelli che arrivano per ragioni di mercato può essere un' attrazione di più. In realtà la crisi di Malpensa potrebbe essere risolta con un meraviglioso quartiere a luci rosse che dà più ragioni per la sera generalmente desolata per quelli che vengono per le grandi fiere Rho-Pero o quello che sarà nell'area di Citylife". E' quanto ha affermato l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi ospite della trasmissione "Panorama del giorno" di Maurizio Belpietro in onda su Canale 5.

 

Ritornando sulla sua ipotesi di aprire un quartiere a luci rosse nel capoluogo lombardo, Sgarbi ha spiegato che "chi è cattolico può ritenere che la prostituzione sia peccato e quindi non praticarla, ma non è sicuramente una reato", aggiungendo che solo "una parte della prostituzione è schiavitù, ma la prostituzione è una scelta per cui non vi è danno tra chi offre e chi prende" e solo "se lo eserciti per strada puoi danneggiare qualcuno, se lo fai a casa no". "Quando non si fa reato ma si decide di fare un peccato o un vizio, non dobbiamo pensare di impedirlo - aggiunge Sgarbi - perché non siamo una società etica fascista o comunista che impedisce alle persone di stabilire quello che vogliono fare di sé".

 

"E' una polemica innescata da Klaus Davi, che su YouTube mi intervista facendo domande che passano per la sua mente più o meno alterata. Mi ha fatto una serie di domande sull'attualità, poi mi ha posto questo problema così all'impronta che non è all'ordine del giorno della giunta né una mia posizione politica" ha ricostruito l'assessore, aggiungendo che "essendone convinto, una mia posizione assolutamente personale e condivisa da molti cittadini che non hanno il problema di abitare in quel quartiere, ma che vedono la questione in generale".

 

Sull'indicazione dell'area della Bicocca come area idonea per ospitare la zona a luci rosse, Sgarbi racconta che "ho pensato all'area resa così brutta dall'architetto Gregotti con quel villaggio Pirelli del '23, dove non vi è una vita vera eccetto l'università che di giorno stabilisce una serie di rapporti, poi di sera tolto l'Arcimboldi e il cinema multisala che non ho mai frequentato, si vedono solo anime morte". "Non è che si è obbligati a quell'area - precisa però l'assessore - è stata un'ipotesi a quella domanda e ho pensato che in realtà si potrebbe pensare a Citylife, il quartiere della Fiera che è in costruzione, dove gli abitanti potrebbero sapere che tra le tante che nascono, come il museo d'arte contemporanea o il museo del bambino, vi è anche una palazzina con questa funzione".

 

Sulle preoccupazioni degli abitanti della Bicocca per una eventuale perdita di valore delle loro abitazioni, l'assessore sostiene che "non è che si è obbligati a quell'area, è stata un'ipotesi a quella domanda e ho pensato che in realtà si potrebbe pensare a Citylife, il quartiere della Fiera che è in costruzione, dove gli abitanti potrebbero sapere che tra le tante che nascono, come il museo d'arte contemporanea o il museo del bambino, vi è anche una palazzina con questa funzione".

 

Alla domanda di Belpietro se "pensa di abbinare un quartiere a luci rosse con la cultura", Sgarbi risponde che "se si pensa all'esperienza di Francis Bacon e dei grandi maledetti del Novecento, penso che le due non dovrebbero essere separate, farebbe lo stesso anche Sartre".

 
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