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BOVISASCA

Curia: "Sgombero inumano"
Santanché: "Tuteliamo gli italiani"

L'abbattimento delle baracche del campo nomadi ha suscitato l'indignazione della Curia di Milano: "Stracciati i fondamentali diritti umani". La candidata premier de La Destra: "Non si puo' parlare di supposte violazioni"

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Santanché e Tettamanzi Milano, 2 aprile 2008 - Lo sgombero del campo nomadi di via Bovisasca ha suscitato l'indignazione della Curia di Milano. In un editoriale pubblicato sul sito della diocesi  e avvallato dall'arciverscovo Dionigi Tettamanzi, la Curia difende il rispetto dei diritti umani. Che secondo quanto scritto sarebbero stati ampiamente sottovalutati durante la distruzione delle baracche.

 

"Queste persone (donne incinte e neonati compresi) stanno vagando per la città in cerca di un ulteriore spazio dove costruire un riparo e - probabilmente - attirare nuovamente le ruspe per l’ennesima demolizione. Perché insieme alla dovuta fermezza non si è vista nessuna forma di assistenza elementare per loro, specie per i più deboli tra i disperati? La legalità è sacrosanta: ma l’impressione è che qui si stia scendendo abbondantemente sotto i limiti stabiliti dai fondamentali diritti umani che imporrebbero, insieme allo schieramento delle forze dell’ordine in atteggiamento antisommossa, qualche tanica d’acqua, del latte per i più piccoli, un presidio medico, qualche soluzione alternativa per i bambini, i malati e le donne in gravidanza".

 

La Santanché non perde tempo e passa al contrattacco: ''Ieri per i diritti dei no global, oggi per quelli dei rom, il cardinale Tettamanzi non si smentisce purtroppo mai e meno male però che tanti pastori della Chiesa si battono per la sicurezza degli italiani. Tettamanzi dovrebbe sapere che i diritti degli italiani vengono ben prima delle pretese dei clandestini. Non si puo' parlare di supposte violazioni dei diritti dei rom durante lo sgombero del campo nomadi milanese della Bovisa (uno sgombero che io stessa ho sollecitato andando personalmente dal prefetto e sul posto) se non si mettono al primo posto delle nostre preoccupazioni i furti, i borseggi, le violenze e le rapine che ogni giorno vengono consumate da molti di quelli che occupano quei campi".

 

La candidata premier de La Destra continua: "Se é giusto chiedere che un bambino della Bovisa, durante lo sgombero, potesse avere un bicchiere di acqua, mi domando perché il cardinale Tettamanzi non abbia mai avvertito il bisogno di usare la stessa energia per protestare contro gli schiavi-bambini costretti all'elemosina agli angoli delle strade. O per proteggere quei neonati esposti per ore in braccio alle loro madri mendicanti e tenuti addormentati a forza di sonniferi. Pare di capire da tutto questo che il cardinale sia contrario non solo allo sgombero delle baraccopoli ma anche all'espulsione dei clandestini. La curia milanese così come dimostrano tanti parroci a Milano e in tutta Italia - conclude Santanché - contribuisce all'assistenza dei profughi con grande dedizione ma lasci alle autorità".

 









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