Milano, 4 aprile 2008 - «PENSI CHE strana coincidenza. Oggi, come allora, lo sviluppo più rilevante della città si avrà sull’asse del Sempione che dalla periferia nordovest di Milano raggiunge Rho-Pero, Lainate, Saronno. Siamo nella stessa direttrice che contrassegnò l’Expo 1906, con l’apertura del Traforo del Sempione, il "cannocchiale storico" di Milano».
Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, l’associazione che «rappresenta la borghesia storica di Milano e della Lombardia», s’illumina solo a pensare a quello che è una strana ma fortunata coincidenza. E anticipa le previsioni di uno studio sugli scenari futuri che nella prospettiva dell’Esposizione universale del 2015 potranno verificarsi nell’area di Milano e dell’hinterland.
Expo sotto una buona stella?
«Milano, finalmente, tornerà ad avere più appeal, ad essere un forte polo di attrazione per i grandi gruppi che l’avevano abbandonata, preferendole Roma. Ma sviluppi altrettanto interessanti si registreranno anche nei territori lungo le nuove direttrici di sviluppo della mobilità, su ferro ed autostradali: penso alle grandi opere in corso, dalla Pedemontana e l’Alta velocità».
Ci sarà un effetto Expo sul valore degli immobili a Milano città?
«Certamente, ci sarà una rivalutazione di tutte le posizioni immobiliari legate ad una funzionalità di tipo privato ed anche pubblico. Perchè è chiaro che si insedieranno anche attività istituzionali che rientreranno nella domanda complessiva. Da qui discende la valutazione complessiva che ci possa essere un aumento dei valori di compravendita. Tenderanno ad aumentare i valori medi degli immobili nelle zone più vicine all’area che si svilupperà con l’Expo. Incrementi del valore del mattone si avranno nelle zone servite dalla mobilità veloce, appunto metropolitane, ferrovie e superstrade».
I rischi?
«Creare delle sacche di sofferenza, all’interno della città policentrica. Aree di mezzo, ossia quelle attuali periferie e quartieri dormitorio meno serviti sul piano dei trasporti. C’è bisogno di uno sviluppo armonico della città, equilibrato. Bisogna evitare di creare, tra il centro storico e il polo esterno, zone che se poco servite, vanno in sofferenza. Sono da evitare gli squilibri di tipo funzionale».
Milano perderà ancora abitanti o tornerà ad essere riabitata?
«Secondo noi non riacquisterà in modo massiccio i suoi abitanti, perchè tenderà a diventare sempre più city. Li manterrà, però. Il grande sviluppo demografico si registrerà fuori, in provincia, come dicevamo prima, sull’asse del Sempione, a Bollate, Lainate, Garbagnate, Pero. Lì si faranno i lavori, lì servirà anche la manodopera, lì in tanti, anche stranieri, arriveranno per lavorare nei cantieri e vivere nelle città limitrofe».
Sarà ancora di più una città di anziani e single?
«Ma no, ci sarà un riequilibrio delle funzioni. Avremo più professionisti, manager».
L’Expo è un treno da non perdere...
«Già, ma dobbiamo cercare di sfruttarla al meglio questa occasione, per cambiare l’immagine di questa terra nel mondo. Per esempio, dobbiamo giocare la carta del turismo, fare in modo che diventi un polo turistico allargato, che comprenda nella partita anche Venezia. E in questo polo virtuoso, abbiamo il Ticino già pronto a collaborare. Ma, ripeto, le occasioni bisogna saperle cogliere, bisogna cercarsi simboli forti: penso alla Villa Reale di Monza, così poco sfruttata. Pensi che nel ’600 venivamo a Milano per ammirare il capolavoro di Leonardo. Dobbiamo farli tornare questi turisti».
La Moratti è stata brava....
«Ha fatto un capolavoro».
E sull’Ecopass?
«Serve più coraggio, bisogna estenderlo al resto della città e potenziare i mezzi pubblici».
di STEFANIA CONSENTI
Duecento ragazze si sono presentate, per il momento, alle porte degli studi televisivi Mediaset di Cologno Monzese per la tappa milanese del casting per le aspiranti veline. Si sono messe in fila per la registrazione, prima del casting che prevede unacolloquio, alcuni accenni di danza e una piccola sfilata. La tappa di oggi segue le selezioni di Talent Factory che vanno avanti da un anno in tutta Italia.