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ELEZIONI POLITICHE/I RISULTATI

Il Pd brilla, ma la Lega raddoppia
Il centrodestra sfiora il 50 per cento

Alla Camera crollo della Sinistra Arcobaleno, Veltroni guadagna 5 punti sull’Ulivo, il Pdl ne perde oltre tre rispetto al 2006. Al Senato la città decreta la crisi di tutti i partiti minori: batosta per l'Udc, annientato il Partito socialista

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Umberto Bossi con Rosy Mauro Milano, 15 aprile 2008 - Sarà stato anche l’Expo. Saranno stati i campi rom, la paura di perdere l’aeroporto del Nord, il gran numero di reati imputabili ai clandestini o a neocomunitari dell’Est. O una sinistra che davvero non si è mai radicata abbastanza in città, un Pd troppo giovane per far breccia nel cuore di una tifoseria piuttosto consolidata attorno al proprio sindaco, alla Lega e al berlusconismo. Certo che a Milano l’Unione lascia e la Lega raddoppia e va oltre. Ma il Pd guadagna il 5%, votato da un milanese su 3, e il Pdl perde quasi il 3,5%. Difficile fare i confronti con le elezioni del 9 aprile 2006, poiché le coalizioni erano diverse. L’Udc era infatti nella Casa delle Libertà, insieme a Forza Italia e ad An, mentre l’Unione appariva come un universo composito, che andava dai Ds alla Margherita, riuniti sotto il simbolo dell’Ulivo, fino a Mastella, alla Rosa nel Pugno E se si pensa che esistevano asteroidi come Alternativa Sociale o il partito No euro, il calcolo diventa complesso.

 

Ma qualche calcolo di massima si può comunque tentare. Due anni fa l’11,85% di An e il 28,52% di Forza Italia facevano il 40,37%, mentre la Lega Nord era ferma a un modesto 5,14%. Ieri il Popolo della Libertà (Forza Italia più An) ha raggranellato il 36,88%, quindi il 3,5% in meno rispetto a due anni fa. Ma a tirare su la media della coalizione ci ha pensato la Lega, vera vincitrice della tornata, che ha raccolto il 12,3% e dunque più che raddoppiando i consensi di soli due anni fa. Un botto che ricorda quello dei primordi, quando il partito riuscì a toccare punte del 40%, garantendosi addirittura un sindaco. Bene il Partito Democratico, che quota il 33,65%, rispetto al 28,8% dell’Ulivo, che anche allora di fatto riuniva i Ds e la Margherita: quasi un 5 per cento in più rispetto alle precedenti Politiche.

 

Crollo verticale anche a Milano invece per la Sinistra Arcobaleno, che raccoglie il 3,85% e paga forse una campagna elettorale giocata su temi 'alti', ma al contempo nel dileggio del nodo che sembra aver fatto davvero breccia nei milanesi ed essere dunque risultato vincente: la sicurezza. Si dimezza quasi anche l’Udc in solitaria, che passa dal 5,31% di due anni fa al 3,14%. Scarso anche il risultato de La Destra, ferma al 2,34%, nonostante l’ormai celebre blitz della candidata premier Daniela Santanché al campo rom di via Bovisasca. Buona tutto sommato la performance della lista Di Pietro-Italia dei Valori, che porta a casa un 4,85%, più che raddoppiando il 2,21% dell’aprile 2006 e vedendo così premiata la sua corsa in coppia col Pd. Una curiosità: nella città che fu a lungo governata dai socialisti, oggi il partito si ferma allo 0,66%. Come la lista di Ferrara (0,64%). Qualche dato peraltro prevedibile lo dà anche l’analisi del voto alla Camera suddiviso per le singole zone di Milano. Il Pdl supera la soglia del 41% in zona 1 (Centro Storico), confermando la tradizione che vede il centrodestra eccellere - per dirla con una metafora - dentro l’area dell’ecopass. Ma anche Veltroni tiene bene, superando il 33,2% e quindi rimanendo in linea con la media cittadina.

di Enrico Fovanna

 









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