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SERIE A

Oggi alle 15 c'è Milan-Inter
Derby mai visto: vale lo scudetto

Il derby di Milano vale doppio. Se l'Inter lo vince festeggia il suo terzo scudetto consecutivo. Il Milan ha invece bisogno dei tre punti per tenere aperto il sogno di arrivare al quarto posto finale e quindi in Champions

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Mancini e Ancelotti Milano, 4 maggio 2008 - SE È VERO che usciamo a pezzi dalle Coppe, nessuno in Europa può vantare una sfida stellare come quella che oggi va in scena a San Siro. L’Inter campione d’Italia cerca il terzo titolo consecutivo, il Milan campione del mondo un posto nella Champions, il calcio italiano l’occasione di un riscatto in grande stile anche in vista dei prossimi Europei. E non è finita qui. Come cliegina sulla torta, quello che secondo il “Time” è fra i 100 personaggi più influenti della terra: Kakà. Come scenografia 80 emittenti televisive estere che trasmetteranno la partita in 130 Paesi, 500 giornalisti accreditati, stadio esaurito con 81.766 spettatori e incasso che sfiora i due milioni di euro, una sfilata di vip mai vista prima a cominciare dal Presidente del Consiglio in pectore, Silvio Berlusconi. Numeri e protagonisti speciali per un derby unico: il primo della storia che può assegnare lo scudetto.

 

CONTROCORRENTE. Sarà il clima della stracittadina, già fin troppo carico di attese, sarà l’importanza della posta in palio, fatto sta che Ancelotti e Mancini scelgono di mantenere in questa vigilia un profilo basso. «Si tratta senza dubbio di una sfida importante, soprattutto per noi che abbiamo a disposizione un solo risultato, ma non mi dà sensazioni particolari. Niente a che vedere con i derby di Champions, tanto per capirsi» dice il tecnico rossonero. E il suo collega nerazzurro non è da meno: «Questa non è mai una sfida qualunque ma si respira un’atmosfera normale, come alla vigilia di tutti i derby, pur sapendo che stavolta Inter e Milan si giocano molto».

 

Stessa prudenza sulle polemiche che hanno infiammato la vigilia. Ancelotti non raccoglie le provocazioni di Materazzi, che non vede l’ora di spedire i cugini in Coppa Uefa: «Ognuno fa le sue valutazioni, per me sono discorsi da bar e non mi interessano». Mancini quelle di Seedorf che giudica improprio parlare di terzo scudetto per l’Inter visto com’è arrivato il primo: «Ognuno è libero di pensare e dire quello che vuole, io rispetto l’opinione degli altri ma non dico la mia perché sennò scoppierebbe come al solito un casino». E per la cronaca dribblano anche gli argomenti più scottanti della settimana. Mancini quello che riguarda il suo futuro: «Non ho niente da dire, non ne ho proprio più voglia». Ancelotti quello sul futuro di Ronaldo dopo l’uscita notturna con i tre viados: «Mi dispiace per lui, non giudico il suo privato ma di sicuro non ha fatto una bella figura».

LA PARTITA. Confermato il Milan di Livorno, quindi con Pato in panchina, Ancelotti punta sul gioco: «Contro una squadra fisica e muscolare come l’Inter credo che sia importante la condizione, e la nostra è adesso è buona,ma soprattutto la capacità di esprimere al meglio il nostro potenziale tecnico». Mancini, che rischia di perdere Stankovic dopo l’infortunio di ieri in allenamento, confida molto nella testa dei suoi giocatori: «Andremo in campo senza far calcoli, come sempre, quindi anche senza preoccuparci di quello che fa la Roma ma non dobbiamo farci prendere dall’ansia di vincere a tutti i costi o tantomeno di stravincere».
L’impresa più difficile per i tifosi sarà circolare nella zona di San Siro, visto che i vigili urbani hanno indetto uno sciopero con la speranza di ottenere migliori condizioni di lavoro.

di LAURA ALARI

 









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