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«Se c’è chi ha visto il killer di Gegè si faccia avanti»

di MICHELE PUSTERLA
— SONDRIO —
«LA MIA GATTA GEGÈ, di quattro anni, è stata fatta a pezzi e abbandonata dentro tre sacchetti della spazzatura, a cinque metri da casa ...
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2008-05-03
di MICHELE PUSTERLA
— SONDRIO —
«LA MIA GATTA GEGÈ, di quattro anni, è stata fatta a pezzi e abbandonata dentro tre sacchetti della spazzatura, a cinque metri da casa mia. Un episodio di inaudita crudeltà. Quando una vicina mi ha informato del ritrovamento ho pensato fosse stata schiacciata da un’auto. Invece così non è stato, come prima ha accertato il mio veterinario di fiducia, Ernesto Cazzaniga che opera al centro Bau House di Ponte, e poi gli esperti dell’istituto zooprofilattico, dove l’ho portata per l’autopsia, hanno confermato i sospetti».
Ha gli occhi lucidi, stringe fra le mani un fazzoletto di carta, ha pianto come una fontana Wendy, 36 anni, originaria dell’Ecuador, da 13 in Italia, dallo scorso 20 ottobre con la famiglia trasferitasi in una villetta di Ponchiera. «Mi era scappata mercoledì sera - racconta la donna, cassiera in un supermercato -. È di razza Maine Coon, la madre è una campionessa italiana. Di solito non usciva neppure in giardino. L’ho ritrovata alle 9 di giovedì. Le hanno strappato la lingua, cavato gli occhi, amputate le oreccie, tagliato le zampine e la coda e prima è stata, probabilmente, scuoiata. Mio cognato l’ha fotografata sul lettino del dottore e le immagini sono raccapriccianti, fanno venire i brividi». «In passato - aggiunge in lacrime - quando ancora abitavamo a Sondrio fu presa a bastonate, in via Trento. Zoppicava vistosamente e il veterinario pensava di sopprimerla, per non farla soffrire. La spesa sarebbe stata di 50 euro. Decisi di spenderne 700 per sottoporla a un difficile intervento chirurgico, con l’utilizzo anche di speciali protesi in metallo, e per sommnistrarle gli antibiotici e farla così guarire. E ora ha fatto questa orribile fine». C’è il sospetto - dice un volontario dell’Enpa - che possa essere stata vittima di una setta satanica. «Se c’è qualcuno che sa o ha visto - dichiara il marito Sergio Marsetti, operaio specializzato - ci segnali ciò che sa, anche anonimamente. Non appena lunedì avrò in mano il referto dell’autopsia presenterò denuncia». Il cognato Osvaldo Gugni: «È ipotizzabile che, all’inizio, abbia subito un violento trauma frontale con un corpo contundente. Povera Gegè».
 









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