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Lo stupore di un giovane commerciante

«Uno yeti nel giardino della mia abitazione»

di MICHELE PUSTERLA
— MONTAGNA —
UN GIOVANE, da alcuni giorni, mostra ad amici e conoscenti una foto a colori che ritrae, nel buio della notte, una sagoma vagamente somigliante a un ...
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2008-05-09
di MICHELE PUSTERLA
— MONTAGNA —
UN GIOVANE, da alcuni giorni, mostra ad amici e conoscenti una foto a colori che ritrae, nel buio della notte, una sagoma vagamente somigliante a un orso, o meglio sarebbe a dire a qualcos’altro di non meglio definibile con più precisione.
«Sembra uno yeti - sostiene Bruno Castelnuovo, 35 anni, residente a Montagna, mentre ci consegna l’immagine da pubblicare su "Il Giorno" -. Ha il pelo marrone, si riconoscono il naso, gli occhi. Quando l’ho vista per la prima volta sono rimasto senza parole. Non volevo crederci. Ma sembra proprio che la mia macchina abbia immortalato un extraterrestre».

MA COME È AVVENUTA la sorprendente «scoperta» che ora sta suscitando notevole curiosità, accompagnata anche dall’incredulità di molti, del resto del tutto comprensibile considerata la tesi sostenuta?
«Lo scatto è avvenuto nel giardino davanti alla mia casa, a Montagna, vicino al castel Grumello - spiega Castelnuovo, ottico nel capoluogo e direttore commerciale di un’azienda specializzata in videosorveglianza -. Nel verde avevo posizionato una macchina fotografica per scatti in automatico. Un modello del genere viene spesso utilzzato negli Usa per safari fotografici. Le richieste da noi, invece, provengono in prevalenza dai guardacaccia impegnati nella caccia di selezione, per capire quali siano le specie animali più diffuse sul territorio. In Italia pochissimi vendono queste strumentazioni. Io ho deciso di acquistare le macchine da ditte statunitensi a prezzi più accessibili, tant’è che si vendono fra i 160 e i 300 euro secondo il modello». Non mi dire, allora, che la foto misteriosa è una trovata pubblicitaria: suvvia, confessa. «Non è vero - assicura -. C’è stato addirittura chi, fra i miei amici, scherzando mi ha detto che mi ero travestito io da yeti. In realtà la macchina ha fatto tutto da sola. L’avevo posizionata in giardino per provarla una decina di giorni fa. Mi ha fotografato una volpe, il mio gatto, la mamma che accudiva i fiori in giardino. Finchè ha immortalato quella sorta di animale, l’ho fatto vedere anche al mio socio, Carlo Prandi. Non voglio ingannare nessuno, magari si tratta della distorsione dovuta a una goccia d’acqua, al salto di un altro animale».
 









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