Italia News
SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI

Pedofilia, arrestato fa scena muta davanti al giudice

di SUSANNA ZAMBON
— APRICA —
NON HA PARLATO, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha deciso di non fornire spiegazioni o provare in qualche modo a scagionarsi o ad...
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande
2008-05-10
di SUSANNA ZAMBON
— APRICA —
NON HA PARLATO, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha deciso di non fornire spiegazioni o provare in qualche modo a scagionarsi o ad alleggerire la propria posizione. È stato interrogato ieri mattina dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sondrio, Antonio De Rosa, il commerciante e maestro di sci di Aprica arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo di Sondrio con le pesanti accuse di violenza sessuale ai danni di un ragazzino di 13 anni e produzione di materiale pedopornografico. Il Gip ieri mattina, poco dopo le 10, si è recato in carcere, dove l’uomo si trova rinchiuso a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare firmata proprio dal giudice De Rosa, per l’interrogatorio di garanzia. Con lui anche la dottoressa Luisa Russo come Pubblico ministero, in sostituzione della dottoressa Lucrezia Ciriello, titolare dell’indagine insieme al procuratore capo Gianfranco Avella, in astensione obbligatoria preparto. L’udienza è durata meno di mezz’ora: il commerciante aprichese infatti, assistito dal legale di fiducia, l’avvocato Fulvio Zappa, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

IL GIP ha quindi deciso che resterà in carcere, tanto sono pesanti le accuse e soprattutto le prove contro di lui. Ma le indagini non si fermano.
«In casi come questo le indagini non terminano con l’arresto - afferma infatti il procuratore capo, Gianfranco Avella - ma continuano, anche in ambiti circostanti». Insomma, si continua ad indagare, anche per cercare di escludere che l’uomo possa aver avuto comportamenti analoghi anche con altri minorenni.
A fare scattare l’inchiesta del sostituto procuratore Lucrezia Ciriello è stata la circostanziata denuncia del padre di un 13enne, residente in un’altra provincia. L’uomo si era insospettito per gli atteggiamenti tenuti dal figlio che, sempre più di frequente, si teneva in contatto telefonico con l’aprichese. Alla fine la scoperta della terribile verità: il ragazzino era vittima di un vero e proprio maniaco che, durante le sue performance, si sarebbe anche divertito a filmarlo con il telefonino e fotografarlo.
 









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro